Il Comitato difende la decisione e richiama al dialogo. Critiche da Agedo Siracusa e Stonewall sulle posizioni della showgirl riguardo alle persone trans
La scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride, in programma il 18 luglio, continua a dividere la comunità LGBTQIA+. Dopo le critiche espresse da Vladimir Luxuria e da alcune associazioni del territorio, il Comitato organizzatore ha ribadito la propria posizione, difendendo una decisione definita “consapevole” e finalizzata a rappresentare l’intera comunità.
Secondo il Comitato, la nomina della showgirl è maturata anche alla luce delle polemiche e degli attacchi che hanno investito gli organizzatori nelle ultime settimane. “L’unico obiettivo è realizzare una manifestazione capace di rappresentare l’intera comunità LGBTQIA+”, si legge nella nota diffusa dagli organizzatori.
Il richiamo al confronto e alla non violenza
Il Siracusa Pride ha inoltre richiamato il messaggio pubblicato da Heather Parisi sui social, sottolineando come il confronto rappresenti “lo strumento più efficace per superare incomprensioni ed evitare valutazioni affrettate”.
“Il Siracusa Pride promuove la cultura della non violenza”, evidenzia il Comitato, precisando che questo principio implica il rifiuto non solo della violenza fisica ma anche di quella verbale, fatta di “toni esasperati, accuse personali e contrapposizioni”.
Le critiche di Agedo Siracusa e Stonewall
Di diverso avviso Agedo Siracusa e Stonewall, associazioni che hanno deciso di non aderire più al Comitato organizzatore. Per le due realtà, non basta un generico richiamo all’amore e al rispetto.
Le associazioni ritengono che alcune dichiarazioni della showgirl confermino “una visione nella quale l’identità delle persone trans viene ricondotta al dato biologico, lasciando sullo sfondo – o negando di fatto – il principio fondamentale dell’autodeterminazione, del vissuto personale e del diritto di ogni persona a essere riconosciuta per ciò che sente di essere”.
Secondo Agedo Siracusa e Stonewall, il ruolo di madrina di un Pride comporta una forte responsabilità simbolica e politica, quella di rappresentare “senza ambiguità” i valori e le istanze della comunità.
Il lungo messaggio di Heather Parisi
Nel suo intervento sui social, Heather Parisi ha rivendicato un legame storico con la comunità LGBTQ+, ricordando la propria esperienza giovanile negli Stati Uniti.
“Per me, essere al Siracusa Pride non è un gesto, non è una foto, non è una sigla su un manifesto. È il proseguimento di un cammino che ho iniziato 53 anni fa, quando, a 13 anni, arrivata da sola a San Francisco, la comunità LGBTQ+ mi ha preso per mano e mi ha insegnato che la diversità non si nasconde, ma si abbraccia”, ha scritto.
La showgirl ha inoltre sottolineato di aver sempre considerato la comunità nella sua interezza: “Quando parlo di comunità, dico tutta la comunità senza distinzioni. Gay, lesbiche, trans. Per me è sempre stato così”.
“L’anima di una persona non ha nulla a che vedere con la sua biologia”
Parisi è poi tornata sulle dichiarazioni che hanno alimentato le polemiche, precisando il senso delle sue parole.
“Se qualcuno ha percepito distanza o incomprensione, mi dispiace. Perché non è mai stato il mio intento allontanare nessuno”, ha spiegato.
La showgirl ha quindi aggiunto: “La mia affermazione, per quanto forte, si limitava all’aspetto fisiologico. L’anima di una persona non ha nulla a che vedere con la sua biologia”.
Nel messaggio, Heather Parisi ha ribadito che il rispetto della diversità non si costruisce attraverso le etichette ma attraverso “gli sguardi, i gesti e la presenza”, ricordando il proprio sostegno alla comunità in anni in cui, sostiene, schierarsi pubblicamente non garantiva consenso o visibilità.
“A Siracusa per festeggiare ogni identità”
Nel finale del suo intervento, la showgirl ha lanciato un appello all’inclusione e al dialogo.
“La diversità vera passa attraverso il dialogo. Attraverso la tolleranza. Attraverso il confronto, anche quando è scomodo. Anche quando è difficile. Mai attraverso l’odio”, ha scritto.
Infine, ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione: “Io vengo a Siracusa per festeggiare tutta la comunità LGBTQ+. Ogni persona. Ogni storia. Ogni identità. Senza eccezioni, senza esclusioni, senza distinguo. Sarò lì per abbracciare chiunque vorrà essere abbracciato”.