Siracusa Pride, polemica sulla scelta di Heather Parisi come madrina
Nel suo intervento sui social, Heather Parisi ha rivendicato un legame storico con la comunità LGBTQ+, ricordando la propria esperienza giovanile negli Stati Uniti.
“Per me, essere al Siracusa Pride non è un gesto, non è una foto, non è una sigla su un manifesto. È il proseguimento di un cammino che ho iniziato 53 anni fa, quando, a 13 anni, arrivata da sola a San Francisco, la comunità LGBTQ+ mi ha preso per mano e mi ha insegnato che la diversità non si nasconde, ma si abbraccia”, ha scritto.
La showgirl ha inoltre sottolineato di aver sempre considerato la comunità nella sua interezza: “Quando parlo di comunità, dico tutta la comunità senza distinzioni. Gay, lesbiche, trans. Per me è sempre stato così”.
“L’anima di una persona non ha nulla a che vedere con la sua biologia”
Parisi è poi tornata sulle dichiarazioni che hanno alimentato le polemiche, precisando il senso delle sue parole.
“Se qualcuno ha percepito distanza o incomprensione, mi dispiace. Perché non è mai stato il mio intento allontanare nessuno”, ha spiegato.
La showgirl ha quindi aggiunto: “La mia affermazione, per quanto forte, si limitava all’aspetto fisiologico. L’anima di una persona non ha nulla a che vedere con la sua biologia”.
Nel messaggio, Heather Parisi ha ribadito che il rispetto della diversità non si costruisce attraverso le etichette ma attraverso “gli sguardi, i gesti e la presenza”, ricordando il proprio sostegno alla comunità in anni in cui, sostiene, schierarsi pubblicamente non garantiva consenso o visibilità.
“A Siracusa per festeggiare ogni identità”
Nel finale del suo intervento, la showgirl ha lanciato un appello all’inclusione e al dialogo.
“La diversità vera passa attraverso il dialogo. Attraverso la tolleranza. Attraverso il confronto, anche quando è scomodo. Anche quando è difficile. Mai attraverso l’odio”, ha scritto.
Infine, ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione: “Io vengo a Siracusa per festeggiare tutta la comunità LGBTQ+. Ogni persona. Ogni storia. Ogni identità. Senza eccezioni, senza esclusioni, senza distinguo. Sarò lì per abbracciare chiunque vorrà essere abbracciato”.

