Siracusa, avvocato usa l’AI: sanzionato per aver citato sentenze inesistenti
Secondo quanto riportato dai giudici, l’unica ipotesi plausibile è che il legale si sia avvalso di uno strumento di intelligenza artificiale generativa senza verificarne l’attendibilità rispetto alle fonti primarie.
Come spiegato nella sentenza: “l’unica ipotesi residua, e al tempo stesso la più compatibile con la fenomenologia concreta del caso, è che il difensore si sia avvalso di uno strumento di intelligenza artificiale generativa senza sottoporre gli output ottenuti alla doverosa verifica sulle fonti primarie”.
I rischi dell’uso non verificato dell’AI in ambito legale
Il caso mette in luce i pericoli legati all’uso di strumenti di AI nel diritto. Anche se alcune piattaforme basate su intelligenza artificiale possono supportare l’analisi di documenti complessi o suggerire motivazioni di appello, il loro utilizzo senza una verifica rigorosa può portare a errori gravi, come la citazione di sentenze inesistenti.
Giuseppe Gurrieri, vicepresidente della Camera penale di Siracusa, sottolinea: “Esistono AI associate alle banche dati che vengono utilizzate da colleghi. Non scrivono gli atti, ma sviluppano determinati motivi di appello oppure analizzano documenti molto estesi. Quindi un appropriato utilizzo dello strumento può essere utile”.
