Sierra Leone: il successo del finanziamento per il carbonio rivela una sorprendente biodiversità
Un’Inondazione di Suoni: La Ricerca di H.S. Sathya Chandra Sagar
H.S. Sathya Chandra Sagar, biologo della conservazione, ha notato subito la ricchezza sonora della Giungla Gola. Con il suo Ph.D. all’Università del Wisconsin-Madison, stava investigando se le misure economiche per la conservazione del carbonio nel parco contribuivano anche alla protezione della biodiversità animale. La ricerca, pubblicata nella rivista *Conservation Science and Practice*, ha rivelato che la complessità sonora del parco suggerisce una biodiversità in salute.
Sagar afferma che se gestite correttamente, le iniziative di finanziamento del carbonio possono proteggere sia la biodiversità che i mercati del carbonio. Il Parco Nazionale della Giungla Gola è uno dei maggiori resti della Giungla Tropicale Guinea Alta, che in passato copriva una vastissima area dell’Africa Occidentale. La zona ha subito danni significativi a causa di attività estrattive e conflitti armati. Per questo motivo, nel 2010, Sierra Leone ha protetto 700 km² di questa foresta.
Il monitoraggio all’interno del parco ha confermato che è un hotspot di biodiversità, mostrando che le misure REDD+ hanno ridotto la deforestazione del 30%. Tuttavia, nessuno studio precedente aveva collegato queste due informazioni, prima che Sagar e il suo team decidessero di esplorare se gli insetti e le altre specie beneficiassero dalla riduzione della deforestazione.
Per effettuare questa analisi, i ricercatori hanno sfruttato un’area protetta in Liberia, con habitat e fauna simili, ma priva di finanziamenti REDD+. La Giungla Gola confina anche con un’area agroforestale che riceve finanziamenti ma non è ufficialmente protetta. Queste aree diverse hanno funzionato come laboratori viventi, permettendo ai ricercatori di confrontare la biodiversità e determinare se i benefici derivassero dalle iniziative REDD+ o da altri fattori.
