Vale circa 640 milioni di euro il “tesoretto” che il governo regionale ha previsto per la nuova spesa nella manovra di variazione del bilancio della Sicilia per il 2026. Le risorse sono contenute nel disegno di legge predisposto dal governo Schifani e attualmente all’esame delle commissioni parlamentari dell’Ars.
Il dato emerge dallo studio del Servizio Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana, che ha analizzato i 25 articoli del testo base trasmesso da Palazzo d’Orleans. Nel dettaglio, per l’esercizio 2026 sono previsti 342,20 milioni di euro in più sui capitoli destinati a soddisfare esigenze istituzionali e di funzionamento e altri 297,36 milioni destinati al fondo speciale per eventuali interventi legislativi.
Un miliardo e 380 milioni considerando anche il biennio 2027-2028
Accanto alle risorse disponibili per la nuova spesa, la manovra contabilizza 294,52 milioni di euro come conguaglio di imposte dirette e indirette da restituire allo Stato, tra cui l’Iva. Considerando gli effetti sulle annualità successive, il 2027 e il 2028, la variazione complessiva del bilancio arriva a 1 miliardo e 380,09 milioni di euro.
Il Servizio Bilancio dell’Ars sottolinea però che una parte significativa delle risorse non ha ancora una destinazione definitiva. Il fondo speciale, infatti, costituisce un accantonamento destinato a finanziare successive misure emendative durante l’iter parlamentare o futuri provvedimenti legislativi. Di conseguenza, una quota prevalente degli interventi non è ancora definita nel testo iniziale del disegno di legge.
La manovra viene finanziata per 555,79 milioni di euro dalle maggiori entrate previste per il solo 2026. Di questa somma, 515,79 milioni derivano dalla regolazione dei rapporti finanziari con lo Stato attraverso il conguaglio Irpef relativo all’anno d’imposta 2024. Altri 40 milioni sono invece collegati alla stima del maggiore gettito derivante dalla definizione agevolata della tassa automobilistica e delle entrate proprie regionali.
Il piano di rientro libera 264 milioni di euro
Un’altra componente rilevante del “tesoretto” deriva dalla riduzione della spesa legata al definanziamento delle quote annuali del piano di rientro dal disavanzo di amministrazione. Per il 2026 si tratta di 264,34 milioni di euro, una cifra analoga a quella prevista anche per il 2027 e il 2028.
La variazione di bilancio si presenta dunque come una manovra di dimensioni consistenti, ma con una parte delle risorse ancora da distribuire nel corso dell’esame parlamentare. Saranno proprio l’iter all’Ars e gli eventuali emendamenti a definire la destinazione effettiva di una quota importante delle somme accantonate.
Il quadro finanziario delineato dagli uffici dell’Assemblea mette quindi a disposizione del governo e del Parlamento regionale margini di intervento significativi per il 2026, alimentati sia dall’aumento delle entrate sia dalla riduzione degli stanziamenti legati al percorso di rientro dal disavanzo.