Sicilia, fuga dei giovani senza sosta: in 7 anni persi oltre 96mila residenti tra i 18 e i 35 anni
La Regione Sicilia sostiene gli imprenditori: un'occasione imperdibile (sicilianews24.it / pexels)
Anche nell’ultimo anno preso in esame il saldo resta negativo. Tra il 2025 e il 2026 la Sicilia ha perso altri 1.359 residenti tra i 18 e i 35 anni, pari allo 0,14%. L’emigrazione ha interessato soprattutto i giovani di 18, 19, 20, 24, 30, 31, 32 e 34 anni.
“È un quadro variegato – osserva Mannino – che rivela come molti lascino la Sicilia per motivi di studio, probabilmente senza più farvi ritorno, mentre altri sono costretti a partire per trovare un’occupazione. Il diritto allo studio nella nostra regione non è garantito per la carenza di servizi, alloggi e interventi efficaci per ridurre i costi universitari. Tantomeno è garantito il diritto al lavoro”.
Le perdite più consistenti tra il 2019 e il 2026 riguardano la fascia tra i 28 e i 30 anni, che registra una diminuzione del 15%. Parallelamente cresce la presenza di giovani stranieri, soprattutto tra i 21 e i 29 anni. Il dato più significativo riguarda la provincia di Ragusa, dove i residenti stranieri della stessa fascia d’età sono aumentati del 27,06%.
Le province più colpite
Analizzando il saldo demografico al netto della migrazione internazionale, la provincia che perde la quota maggiore di giovani è Enna, con un calo del 14,32% (-4.694 residenti), seguita da Caltanissetta (-12,29%, pari a 6.571 giovani), Messina (-11,84%, -13.685), Agrigento (-11,80%, -10.063), Palermo (-10,61%, -26.416), Trapani (-10,23%, -8.210), Siracusa (-9,55%, -7.160), Catania (-9,54%, -21.179) e Ragusa (-6,97%, -4.145).
In termini assoluti sono le tre città metropolitane a registrare l’emorragia più consistente: Palermo, Catania e Messina hanno perso complessivamente 61.280 giovani in sette anni. Dal punto di vista percentuale, invece, sono le aree interne a soffrire maggiormente il fenomeno dello spopolamento.
L’immigrazione internazionale contribuisce solo in parte a contenere il calo. A Messina, ad esempio, l’aumento del 28,10% dei giovani stranieri residenti (+2.154 unità) riduce il saldo negativo complessivo, attenuando la perdita di circa 2,5 punti percentuali.
Per il segretario della Cgil Sicilia, i dati demografici rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato. “Il governo regionale parla di aumento del Pil, ma cantare vittoria quando continuano l’emigrazione giovanile e lo spopolamento, soprattutto delle aree interne, è fuori luogo e velleitario. È pura propaganda”, conclude Mannino.
