Scoprire i chimpanzé rari nel mondo superando i conflitti locali.

Il Parco Nazionale Gashaka Gumti e i Primati Nigeriani

Nel cuore del Nigeria si trova il Parco Nazionale Gashaka Gumti, la più vasta area protetta del paese, che ospita uno dei pochi habitat rimasti per lo scimpanzé Nigeria-Camerun (Pan troglodytes ellioti). Questa sottospecie di scimpanzé è tra le più rare al mondo, con una popolazione stimata di soli 3.500-9.000 individui distribuiti in un’area frammentata che si estende dal sud-est della Nigeria all’ovest del Camerun.

Negli ultimi dieci anni, tuttavia, la popolazione di scimpanzé di Gashaka sono rimasti in gran parte invisibili. Nel tardo 2010, l’insicurezza nella zona ha costretto molti scienziati a ritirarsi e nel 2018 tutte le attività di ricerca sono state interrotte. Questo abbandono ha lasciato il parco vulnerabile a bracconieri e banditi, con le stazioni di ricerca che sono andate in rovina. Ma alcuni assistenti di ricerca locali, come Maigari, si sono rifiutati di abbandonare il loro territorio. “Questo è il nostro bosco,” afferma, sottolineando il legame profondo con la sua terra e con gli scimpanzé che considera amici.


Un Nuovo Inizio per la Conservazione

Un momento decisivo è avvenuto quando il governo nigeriano ha firmato un accordo di gestione condivisa con l’Africa Nature Investors Foundation (ANI), un’organizzazione no-profit locale. Da quel momento, sono stati assunti e addestrati oltre 180 ranger per proteggere il parco. “La presenza dei ranger ha davvero portato sicurezza, permettendoci di riprendere la ricerca,” afferma Elisha Emmanuel, conservazionista attivo nella zona. Per assistenti come Maigari, questa stabilità significa la possibilità di tornare a quello che sanno fare meglio: tracciare e monitorare gli scimpanzé nel loro habitat naturale.

Il rilancio scientifico di Gashaka inizia con un ambizioso progetto di sorveglianza tramite fototrappole. Grazie all’acquisto di un elicottero, i ricercatori stanno distribuendo telecamere in tutto il parco di 600.000 ettari, raggiungendo zone remote che erano rimaste inaccessibili per anni. I risultati preliminari sono promettenti: sono stati registrati nuovi gruppi di scimpanzé, alcuni dei quali portano cuccioli.


Con la riscoperta di gruppi sconosciuti e nuovi programmi di ricerca in fase di pianificazione, Gashaka sta diventando nuovamente un centro per la conservazione dei primati e simbolo di resilienza. Maigari e gli altri assistenti di campo sono stati fondamentali: “La loro presenza ci ha dato la speranza di riemergere,” ha dichiarato Emmanuel, esaltando il ruolo eroico di questi individui nella protezione della biodiversità del parco.

Le pressioni sulle popolazioni di scimpanzé nella regione non sono da sottovalutare. Molti di questi animali sono vittime di bracconaggio, alimentato da credenze tradizionali e da una crescente domanda di fauna selvatica. Negli ultimi 50 anni, il 70% della fauna selvatica in Nigeria è andata perduta, rendendo il parco un’area cruciale per la salvaguardia di specie in via di estinzione.


La riduzione della parola di traffico di fauna selvatica e l’aumento della sicurezza nel parco rappresentano un passo avanti significativo. Con oltre 180 ranger reclutati, la situazione nel Parco Nazionale Gashaka Gumti sta cambiando. I ranger sono cruciali nella lotta contro l’attività illegale e nel ripristino del parco come un luogo di ricerca scientifica e conservazione.

I risultati ottenuti finora sono stati incoraggianti. La presenza costante di ranger ha portato a una significativa diminuzione della caccia illegale e ha incoraggiato una nuova vita per la fauna selvatica. Gli scimpanzé sono di nuovo visibili e il loro monitoraggio è stato ripreso, rendendo il Parco Gashaka un esempio di speranza nella lotta per la conservazione.

Per rimanere aggiornati e per scoprire ulteriori dettagli sulle commoventi storie di questi eroi della conservazione, è possibile visitare Mongabay.

Fonti ufficiali: Wildlife Conservation Society | International Union for Conservation of Nature

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: