Scoperti lavoratori in nero e irregolari: maxi sanzioni nel settore carburanti
Le indagini avevano documentato numerosi episodi di sfruttamento, tra cui l’applicazione di retribuzioni non conformi ai contratti collettivi nazionali e la sistematica violazione delle norme su orari di lavoro e riposi. In particolare, i lavoratori erano costretti a turni di otto ore, mentre in busta paga venivano registrate solo sei ore e quaranta minuti. Inoltre, non venivano riconosciute — o lo erano solo in parte — le maggiorazioni per straordinari, lavoro notturno e festivo, così come le mensilità aggiuntive. In alcuni casi, i dipendenti erano addirittura costretti a restituire in contanti parte delle somme formalmente percepite.
L’ulteriore attività ispettiva, riferita al periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2024, ha confermato l’utilizzo diffuso di manodopera in nero e il pagamento di retribuzioni senza tracciabilità, permettendo agli imprenditori di sottrarsi agli obblighi contributivi e assistenziali.
L’operazione evidenzia l’importanza della collaborazione tra Guardia di Finanza, INPS e Ispettorato del Lavoro nella tutela dei lavoratori e nel contrasto alle forme più gravi di sfruttamento e illegalità economica.
