Scoperta nuova via migratoria delle balene grazie al monitoraggio di una balena blu pigmea.

Un’importante scoperta sui cetacei: il primo tag per la balena blu pigmea in Indonesia

Recentemente, un team di scienziati indonesiani ha realizzato un’impresa straordinaria: hanno utilizzato un drone per applicare un tag a una balena blu pigmea (Balaenoptera musculus brevicauda) per la prima volta nella storia. I dati raccolti dal tag hanno rivelato un percorso migratorio precedentemente sconosciuto, che la specie segue durante la sua migrazione meridionale dall’Indonesia verso la costa occidentale dell’Australia. Questo studio evidenzia le enormi minacce che affrontano le balene blu pigmee, incluse le collisioni con le navi nelle vie di navigazione trafficate, l’inquinamento acustico degli oceani e i cambiamenti climatici.

Il team del Timor-Leste è ora pronto a ripetere il protocollo di tagging con droni nelle loro acque, contribuendo ulteriormente alla conoscenza e protezione di questa specie.


Navigazione e abitudini delle balene blu pigmee

Le balene blu pigmee preferiscono le acque tropicali e sono comunemente rinvenute nell’Oceano Indiano. Si conosce poco sulle loro abitudini migratorie, soprattutto nel tratto fra l’Indonesia e l’Australia, e le loro rotte sono ancora un mistero. Molti esperti si sono recentemente concentrati sullo studio di queste creature, cercando di comprendere meglio i loro spostamenti e abitudini alimentari.

Dal 5 al 16 ottobre 2025, un gruppo di 20 ricercatori delle organizzazioni Konservasi International e Thrive Conservation, insieme a università indonesiane e del Timor-Leste, ha condotto un’analisi approfondita nel paesaggio delle Piccole Isole della Sonda, che è parte del Triangolo Corallino. Quest’area di studio include anche lo Stretto di Ombai, un importante corridoio migratorio per le balene blu pigmee.

Il governo indonesiano ha creato di recente un’area marina protetta di 325.238 ettari nella regione, sottolineando l’impegno del paese nella conservazione di queste specie in pericolo. Durante l’espedizione, il team ha anche raccolto dati utili per la creazione di altre aree marine protette offshore nel Mare di Banda.


Le balene blu pigmee affrontano varie minacce, tra cui le collisioni con navi in tratte commerciali, l’inquinamento acustico e l’aumento delle temperature marine. Malgrado fossero già state taggate in passato, questa è stata la prima volta che sono stati utilizzati droni per effettuare il tagging. Precedentemente, i ricercatori usavano aste in fibra di carbonio o pistole ad aria compressa, che obbligavano a avvicinarsi a meno di 10 metri dall’animale. L’uso dei droni consente invece di taggare le balene da una distanza di circa 300 metri, riducendo il disturbo per questi mammiferi marini.

Il team ha utilizzato un tag conosciuto come “tag limpet”, progettato per essere trasportato facilmente dal drone senza recare danno all’animale. Quando applicato, il tag misura profondità, posizione e temperatura dell’acqua. L’operazione di tagging richiede tempismo e precisione; i ricercatori hanno solo due secondi per rilasciare il tag dopo che la balena espelle l’acqua.

La preparazione è stata meticolosa, poiché ogni tag ha un costo di circa $5.500 e il team aveva solo quattro unità a disposizione. Per questo motivo, hanno iniziato esercitandosi al suolo, lasciando cadere il tag in una scatola collocata nel centro di un campo da calcio.


Durante i primi due giorni di spedizione, i ricercatori non hanno avvistato alcuna balena, ma il 12 ottobre la situazione è cambiata: sono stati in grado di osservare le balene blu pigmee per sei ore. Con solo 20 minuti di autonomia della batteria del drone, la squadra doveva operare rapidamente e con precisione. Ogni tentativo di attaccare il tag si complicava a causa del movimento delle balene e delle condizioni atmosferiche, portando a diversi tentativi infruttuosi.

Dopo ben nove tentativi falliti, finalmente il 13 ottobre sono riusciti ad applicare il tag a una balena blu pigmea. I dati del tag hanno rivelato che l’animale aveva attraversato vie di navigazione e zone di coltivazione di alghe, fornendo nuove informazioni sulle rotte migratorie delle balene in via di estinzione.

Inseguendo un sogno di comprendere meglio le rotte migratorie delle balene, gli scienziati hanno osservato un fenomeno inaspettato. I risultati suggeriscono che le balene non intraprendono un viaggio diretto verso l’Australia ma tendono a rimanere più a lungo nell’area delle Piccole Isole della Sonda.

Per ulteriori informazioni sulle balene blu pigmee e per scoprire i dati raccolti durante l’espedizione, visita il sito web di [Konservasi Indonesia](https://www.konservasiindonesia.org).

Konservasi Indonesia, Mongabay

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Luigi Salemi: