La Disponibilità di Azoto nei Boschi Tropicali
Un nuovo studio condotto in Panama ha rivelato che la disponibilità di azoto limita la crescita delle foreste nei primi stadi di rigenerazione. L’aggiunta di azoto a terreni recentemente disboscati e a foreste di dieci anni ha notevolmente accelerato il processo di rigenerazione. Al contrario, l’aggiunta di nutrienti a foreste più vecchie non ha mostrato effetti significativi. I ricercatori suggeriscono di garantire la presenza di specie fissante di azoto durante i progetti di riforestazione.
Le foreste tropicali in fase di rigenerazione giocano un ruolo cruciale nella cattura di anidride carbonica dall’atmosfera, ma una scarsità di azoto nel suolo potrebbe rallentare questo processo, come dimostrato da una recente ricerca pubblicata su Nature Communications.
Impatti e Risultati della Ricerca
Ripristinare le foreste tropicali è considerato uno dei metodi più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici, ma la comprensione di come la disponibilità di nutrienti possa limitare la crescita degli alberi è ancora incompleta. Ciò rende difficile prevedere quanto velocemente le foreste in fase di rigenerazione accumuleranno carbonio.
Sia l’azoto che il fosforo sono essenziali per la crescita delle piante. Tuttavia, quando i terreni forestali vengono chiariti, l’azoto presente nei suoli disturbati può evaporare o essere portato via. È anche possibile che il fosforo sia limitato in molti suoli tropicali.
Un esperimento di larga scala effettuato in Panama ha dimostrato che la mancanza di azoto nel suolo limita le fasi iniziali di crescita delle foreste tropicali. Gli studiosi hanno scoperto che quando si aggiunge azoto a terreni appena disboscati, gli alberi crescono quasi il doppio rispetto a quelli non trattati.
Il risultato sorprendente ha sconcertato i ricercatori; come afferma Sarah Batterman, autrice dello studio e ecologa al Cary Institute of Ecosystem Studies, “Non ci aspettavamo che l’azoto fosse così cruciale nelle foreste tropicali.” La ricerca ha avuto luogo nella zona del Canale di Panama, un’area di foresta tropicale a bassa quota. Per analizzare l’effetto della disponibilità di nutrienti sulla crescita degli alberi, il team di ricerca ha applicato azoto e fosforo in diverse combinazioni a lotti forestali in vari stadi di maturità.
Una grande quantità di dati è stata raccolta, ammontando a circa 200.000 misurazioni dei tronchi degli alberi, e il processo di analisi ha richiesto oltre un anno e mezzo. I ricercatori hanno monitorato la crescita degli alberi, misurando il diametro di ciascun tronco negli appezzamenti campione e confrontando i risultati con lotti di controllo che non erano stati fertilizzati.
Quando sono stati analizzati i risultati, è emerso in modo chiaro l’impatto dell’aggiunta di azoto: i prati appena disboscati rigenerarono quasi il doppio più velocemente, accumulando il 95% in più di biomassa al di sopra del suolo, mentre le foreste di dieci anni rigenerarono il 48% più rapidamente. Batterman sostiene che questi cambiamenti sono stati visibili sul campo, poiché gli alberi crescevano molto più rapidamente, la chioma si chiudeva più velocemente e il bosco iniziava a diradarsi naturalmente man mano che maturava.
Nonostante i risultati impressionanti rispetto alla mancanza di azoto, la ricerca ha anche evidenziato che la limitazione dell’azoto diminuiva dopo dieci anni, non mostrando vantaggi significativi nell’aggiunta di azoto a foreste di 30 anni o mature. Inoltre, l’aggiunta di fosforo non ha mostrato alcun effetto positivo sulla crescita degli alberi. La Batterman ha affermato: “Pensavamo che ci sarebbe stata una transizione verso la limitazione da fosforo, ma non l’abbiamo riscontrata.” Questo dato è sorprendente, dato il presupposto che il fosforo limitasse le foreste tropicali.
Un altro membro del team ha testimoniato come l’aggiunta di azoto portasse a una maggiore cattura di carbonio, stimando che la limitazione di azoto nelle giovani foreste impedisce l’assorbimento di circa 0,7 gigatonnellate di CO2 all’anno.
È importante procedere con cautela quando si considerano fertilizzanti per le foreste in fase di rigenerazione. Gli fertilizzanti azotati possono avere effetti negativi, dalla contaminazione al rilascio di protossido di azoto, un potente gas serra. Pertanto, i ricercatori raccomandano di incentivare la presenza di alberi fissi di azoto nelle foreste in rigenerazione o di includerli nei progetti di riforestazione.
Questo approccio offre un’opportunità per migliorare il processo di riforestazione, mettendo a frutto le tecnologie per ridurre l’impatto delle emissioni di carbonio.
Le scoperte hanno implicazioni significative per la nostra comprensione generale del ruolo dei nutrienti nelle foreste. Come afferma la Powers, professoressa all’Università del Minnesota, “è fondamentale comprendere dove e quando la produttività forestale sperimenta limitazioni nutrizionali.” Queste ricerche ci forniscono indicazioni preziose sul ciclo del carbonio a livello globale.
In conclusione, la crescita degli alberi in risposta all’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera può essere frenata dalla disponibilità di nutrienti nel suolo. Ciò evidenzia l’importanza di continuare a studiare i nutrienti e il loro impatto sulla crescita forestale.
Fonti:
- Tang, W., et al. (2026). Tropical forest carbon sequestration accelerated by nitrogen. Nature Communications.
- Kou-Giesbrecht, S., et al. (2025). Overestimated natural biological nitrogen fixation translates to an exaggerated CO2 fertilization effect in Earth system models. Proceedings of the National Academy of Sciences.
- Reis Ely, C. R., et al. (2025). Global terrestrial nitrogen fixation and its modification by agriculture. Nature.
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