Il Commercio di Primati in Africa: Un Rapporto allarmante
Un nuovo rapporto rivela che migliaia di primati africani, tra cui scimpanzé e gorilla, sono coinvolti in scambi sia legali che illegali. Sebbene la maggior parte del commercio legale di grandi scimmie sia destinato a scopi scientifici e zoologici, il documento solleva preoccupazioni su alcune transazioni recenti che sembrano dubbie. Gli scimpanzé si collocano al primo posto tra i primati africani più commerciati illegalmente, alimentati dalla crescente domanda di animali esotici come animali da compagnia.
Tra il 2000 e il 2023, oltre 6.000 primati africani sono stati scambiati a livello internazionale in 50 paesi, come statement di un rapporto appena pubblicato. Tra le specie più commerciate ci sono gli scimpanzé (Pan troglodytes) e i gorilla occidentali critticamente in pericolo (Gorilla gorilla), secondo i dati forniti da CITES, il trattato globale sul commercio della fauna selvatica.
Tipi di Commercio e Impatti Ambientali
I primati africani vengono scambiati come trofei, per ricerca scientifica e per essere tenuti in zoo. La caccia di scimmie e scimpanzé per il cibo e per parti del corpo utilizzate in amuleti e rituali è comune in molte regioni dell’Africa. Anche gli infanti e i giovanili vengono catturati vivi per il commercio di animali esotici.
Il rapporto, redatto dalla Pan African Sanctuary Alliance (PASA), ha l’obiettivo di quantificare l’entità del commercio, i punti critici geografici e le specie maggiormente colpite. Esso si basa su dati del database di commercio CITES, registri di sequestri dell’ONG TRAFFIC, articoli di stampa e altri studi pubblicati. Monique Sosnowski, autrice principale e specialista dei crimini contro la fauna selvatica, ha dichiarato che “l’intenzione è che questo rapporto serva sia come strumento diagnostico che come invito all’azione”.
Sebbene il rapporto fornisca un quadro del commercio internazionale di primati africani, non considera il commercio domestico, che è motivato da esigenze alimentari e altri usi tradizionali. Inoltre, i dati sul sequestro, da cui si stima l’entità del commercio illegale, rappresentano generalmente solo una frazione del commercio effettivo, suggerendo che i numeri presentati nel rapporto siano probabilmente sottovalutati.
La caccia sportiva, in particolare quella di scimmie come i babbuini chacma (Papio ursinus), domina il commercio legale oltre le frontiere. Gli scimpanzé e i gorilla, invece, vengono principalmente scambiati per scopi di ricerca scientifica e trasferimenti tra zoo.
Il rapporto ha evidenziato 418 transazioni di commercio registrate da CITES, di cui 138 riguardavano individui vivi. Di queste, circa 182 indicavano che gli scimpanzé erano stati prelevati dal loro habitat naturale. Il Gabon ha esportato il numero maggiore di scimpanzé, seguito dall’Uganda, mentre la Germania si è classificata al primo posto tra gli importatori, seguita dagli Stati Uniti e dalla Danimarca. È emerso che alcuni scimpanzé sono stati scambiati commercialmente, nonostante esista un divieto sul commercio internazionale di questi animali.
Iris Ho, responsabile delle campagne e politiche di PASA, ha sottolineato che l’analisi ha rivelato alcune transazioni problematiche che richiedono ulteriori verifiche per confermare che non siano illegali. Un esempio è l’esportazione di un bonobo (Pan paniscus) dall’Iraq agli Emirati Arabi Uniti nel 2023, dichiarato “nato in cattività”, ma ci sono dubbi sulla veridicità di tale affermazione.
Ofir Drori, direttore fondatore della rete EAGLE, un’ONG specializzata in indagini sulla fauna selvatica e applicazione della legge in Africa, ha indicato che i risultati del rapporto evidenziano come il commercio legale di grandi scimmie sia in crescita. Egli avverte che i contrabbandieri stanno sfruttando le lacune del trattato CITES, trasformandolo in uno strumento a favore del traffico illegale.
Oltre ai dati sul commercio legale forniti da CITES, il rapporto ha anche analizzato 183 incidenti di sequestro di primati africani tra il 2020 e il 2023. Gli scimpanzé risultano essere i primati più sequestrati, rappresentando il 37% di tutti i sequestri, seguiti dai mandrilli (Mandrillus sphinx). Insieme, questi due gruppi rappresentano quasi la metà di tutti i sequestri.
La domanda di primati come animali esotici proviene principalmente da paesi al di fuori dell’Africa, con un’attenzione particolare rivolta a regioni dell’Asia, del Medio Oriente e dell’Europa, oltre agli Stati Uniti. Spesso, i primati contrabbandati finiscono in collezioni private e in zoo non regolamentati, dove attirano visitatori.
Sosnowski ha avvertito che la rarità e il prestigio associati ai grandi primati, insieme ai loro alti prezzi di mercato nero, li rendono obiettivi per reti di traffico organizzato. Molti degli animali colpiti provengono da famiglie che vengono decimate per il commercio, privando così gli individui della coesione sociale che è essenziale per la loro sopravvivenza.
La recente edizione del summit CITES in Uzbekistan ha visto la decisione di riformare il Great Apes Enforcement Task Force, una rete di coordinamento internazionale dedicata a rafforzare l’applicazione delle leggi contro il traffico di gorilla, scimpanzé, bonobo e orangotango. Questa iniziativa è fondamentale considerando la pressione che il commercio esercita non solo sugli animali, ma anche sull’ecosistema che compone il loro habitat naturale.
In conclusione, il rapporto rappresenta un importante passo avanti nella consapevolezza riguardo alle problematiche che circondano il commercio di primati africani, spingendo a una riflessione approfondita su come queste specie siano trattate nella nostra società.
Fonti ufficiali:
– CITES
– Pan African Sanctuary Alliance (PASA)
– TRAFFIC
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