Save the Children: oltre 24mila minori vivono nelle aree più fragili di Palermo, Catania e Messina

A Palermo, Catania e Messina oltre 24mila minori crescono in quartieri segnati da forte disagio economico e sociale, con livelli di povertà, dispersione scolastica e disoccupazione giovanile ben superiori alle medie cittadine. È quanto emerge dalla ricerca “I luoghi che contano”, pubblicata da Save the Children alla vigilia di IMPOSSIBILE 2026, la biennale dell’infanzia che si terrà il 21 maggio a Roma.

Secondo il report, nelle aree più vulnerabili delle tre città siciliane vivono complessivamente oltre 24mila minori: 14.302 a Palermo, pari al 13,2% della popolazione residente tra 0 e 17 anni; 6.887 a Catania (13,5%); e 2.905 a Messina (8,8%).

Le famiglie che abitano questi quartieri convivono con condizioni economiche estremamente difficili. La povertà relativa interessa infatti il 63,8% delle famiglie nelle aree fragili di Palermo, il 68,1% a Catania e il 48,8% a Messina.

Dispersione scolastica e giovani NEET: i dati più allarmanti


L’ambito educativo è quello in cui emergono le maggiori disuguaglianze. Nelle aree svantaggiate delle tre città i tassi di abbandono scolastico e ripetenza risultano nettamente superiori alle medie comunali.

A Palermo il 17,8% degli studenti delle scuole secondarie ha abbandonato gli studi o ripetuto l’anno scolastico, contro una media cittadina dell’8,8%. A Catania il dato raggiunge il 15,7% rispetto all’8,7% del Comune, mentre a Messina si attesta al 10,9% contro il 6%.

Preoccupano anche i livelli di cosiddetta dispersione implicita, cioè gli studenti che, pur frequentando la scuola, non raggiungono competenze adeguate. In terza media il rischio coinvolge il 23,6% degli studenti nelle aree fragili di Palermo, il 21,8% a Catania e il 19,3% a Messina.

Anche il fenomeno dei giovani NEET — ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano — assume dimensioni molto rilevanti. Nelle zone più vulnerabili di Palermo il dato raggiunge il 55,5%, mentre a Catania sale al 57%. A Messina riguarda quasi quattro giovani su dieci, con una percentuale del 39,7%.


Mense scolastiche e servizi educativi insufficienti


La ricerca evidenzia inoltre forti differenze nell’accesso ai servizi scolastici e socioeducativi. Nelle aree vulnerabili di Palermo usufruisce della mensa scolastica solo il 10,4% degli alunni della primaria. A Catania il dato è del 21,7%, mentre a Messina si ferma al 19,4%.

Secondo Save the Children, proprio la mancanza di spazi educativi e servizi di prossimità contribuisce ad amplificare le disuguaglianze sociali e territoriali.

L’appello di Save the Children

Alla vigilia della biennale IMPOSSIBILE 2026, l’organizzazione chiede interventi strutturali per contrastare la povertà educativa e sostenere le famiglie che vivono nei quartieri più fragili.

Tra le richieste principali c’è l’introduzione di una legge nazionale che garantisca la presenza stabile di spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili delle città italiane, con investimenti continuativi destinati all’infanzia e all’adolescenza.

Secondo Save the Children, i divari registrati all’interno delle stesse città arrivano ormai a essere comparabili con quelli storicamente esistenti tra Nord e Sud del Paese, confermando come il luogo in cui si nasce e si cresce continui a incidere profondamente sulle opportunità future dei più giovani.

Redazione: