Centro di Riabilitazione dei Primati di Lwiro in Lockdown
Il Centro di Riabilitazione dei Primati di Lwiro, situato nella provincia di Sud Kivu nella Repubblica Democratica del Congo, è attualmente in lockdown per proteggere i suoi primati dalla minaccia dell Ebola. Secondo i primatologi, la trasmissione del virus Ebola da primati selvatici infetti agli esseri umani è stata documentata più volte, ma non sono stati registrati casi di trasmissione da esseri umani a grandi scimmie. Sono state attivate anche misure di emergenza per limitare la diffusione del virus nelle aree protette del Greater Virunga Landscape, una zona transfrontaliera condivisa tra DRC, Ruanda e Uganda. Al 27 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già registrato 223 morti sospette legate all’attuale focolaio.
La Situazione al Centro di Riabilitazione
Dal 23 maggio, oltre 200 primati ospitati al Centro di Riabilitazione dei Primati di Lwiro (LPRC) sono stati posti in isolamento a causa dell’epidemia di Ebola. Questa misura è stata adottata dopo la morte di un uomo che era risultato positivo al virus il 21 maggio. Questo soggetto, residente a Kahungu, si trova a solo 2 km da Lwiro, ed era stato in viaggio nella provincia vicina di Ituri, epicentro dell’epidemia, che ha già causato oltre 200 sospette vittime.
Una Minaccia per Umani e Primati
Il LPRC ospita almeno 129 scimpanzé e 108 scimmie di varie specie, tra cui babbuini olive (Papio anubis), babbuini gialli (Papio cynocephalus), scimmie di L’Hoest (Cercopithecus l’hoesti), scimmie blu (Cercopithecus mitis) e mangabei agili (Cercocebus agilis). La struttura, che accoglie anche pappagalli, tartarughe e porcupini, ha messo in isolamento questi primati, nonostante al momento non siano stati segnalati casi di trasmissione del virus Ebola da un uomo a una grande scimmia, come ha spiegato la primatologa Liz Williamson in un’email a Mongabay.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il virus Ebola si trasmette agli esseri umani tramite il contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di animali infetti. Williamson ha anche evidenziato che in passato è stato documentato che persone hanno contratto il virus Ebola e sono morte dopo aver trasportato o macellato carcasse di gorilla infetti trovati nella foresta.
Protocollo per Ebola in Atto
Un protocollo contro l’Ebola, sviluppato dal centro di Lwiro a partire dal 18 maggio, è entrato ufficialmente in vigore il 23 maggio. Tale protocollo prevede l’isolamento degli animali e di un team di 15 membri del personale, ora completamente isolati dal mondo esterno. “Due veterinari effettuano due controlli giornalieri per monitorare la salute del personale e degli animali, controllando in particolare le temperature. Il nostro responsabile della manutenzione si assicura inoltre che le recinzioni elettriche funzionino correttamente,” ha spiegato Itsaso Vélez del Burgo Guinea, direttore tecnico del LPRC.
Sono state installate stazioni per il lavaggio delle mani in tutto il santuario, dotate di acqua, candeggina e sapone. Ogni custode ha anche a disposizione disinfettante a base di alcol, mascherine e guanti. “Il lavaggio delle mani è obbligatorio, in particolare prima di nutrire gli animali e dopo aver usato il bagno,” ha affermato Vélez del Burgo Guinea.
Alimentazione e Manutenzione
Le forniture alimentari vengono consegnate all’esterno della struttura. Il team le trasporta all’interno e le disinfetta con candeggina prima di distribuirle agli animali. Lo stesso vale per la lettiera, poiché gli scimpanzé costruiscono nidi freschi con vegetazione ogni giorno. I lavoratori raccolgono il materiale della lettiera, in particolare foglie di banana secche, e lo depositano all’ingresso del santuario, dove i veterinari lo spruzzano con la candeggina per disinfettarlo prima di permettere agli scimpanzé di utilizzarlo.
Il santuario di Lwiro è inizialmente entrato in lockdown per 10 giorni, a partire dal 23 maggio, con la possibilità di estensione a seconda dell’evoluzione della situazione sanitaria nella zona, dove sono già stati registrati quattro decessi, tutti collegati al primo caso riportato. Misure di emergenza sono state attivate anche per limitare la diffusione del virus nelle aree protette del Greater Virunga Landscape.
Collaborazione nelle Misure di Sicurezza
Secondo Wellard Makambo, direttore del Programma Internazionale per la Conservazione dei Gorilla, i partner del settore della conservazione stanno attualmente valutando l’estensione dell’epidemia di Ebola e le risorse disponibili per prevenire una potenziale diffusione. Questa zona, che comprende tre parchi nazionali contigui, rimane altamente vulnerabile a questo virus mortale. La regione montuosa ospita tre specie di grandi scimmie: il gorilla di montagna, il gorilla orientale e lo scimpanzé orientale.
Approccio ‘One Health’
Paul Hatanga del WWF Uganda ha confidato a Mongabay che tutte le misure in atto sono orientate verso l’approccio “One Health”, che mira a ottimizzare la salute delle comunità circostanti e della fauna selvatica. “Dobbiamo rimanere vigili, poiché il virus Ebola rappresenta un rischio sanitario sia per gli esseri umani sia per la fauna selvatica,” ha affermato.
Le comunità che vivono attorno al centro di Lwiro si trovano in una situazione estremamente vulnerabile e necessitano di assistenza di fronte a questa crisi sanitaria. Il LPRC ha avvisato organizzazioni internazionali riguardo la situazione preoccupante delle comunità locali. Dato ciò, dal 25 maggio, Medici Senza Frontiere ha inviato team di soccorso a Lwiro, cercando di fornire aiuto alle comunità vicine che attualmente mancano di equipaggiamenti protettivi essenziali.
Fonti ufficiali
- World Health Organization: Organizzazione Mondiale della Sanità – Ebola
- Mongabay: Mongabay articoli su Ebola e Conservazione
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