San Francisco Bay: nuova zona ad alto rischio per le migrazioni delle balene grigie.

Le balene grigie rappresentano uno dei mammiferi con le migrazioni più lunghe conosciute al mondo, percorrono circa 19.000 chilometri (12.000 miglia) dalla regione artica vicino all’Alaska fino alle lagune di Baja California, in Messico, dove si accoppiano e danno alla luce i loro piccoli. Tuttavia, il cambiamento climatico ha modificato questo percorso, producendo conseguenze significative per questi maestosi animali di 15 metri (50 piedi). Dal 2016, si stima che la popolazione sia diminuita di oltre il 50%.

Il sorprendente ingresso delle balene grigie nella Baia di San Francisco

Tradizionalmente, le balene grigie (Eschrichtius robustus) non erano conosciute per attraversare la Baia di San Francisco durante le loro migrazioni. Però, ulteriori indagini fotografiche hanno permesso ai ricercatori di registrare 114 esemplari di balene in quest’area tra il 2018 e il 2025.


Le stesse ricerche hanno portato alla scoperta di 70 carcasse di balene grigie nella zona, delle quali ben 21 sono state identificate come esemplari già monitorati, il che implica che almeno il 18% delle balene documentate risulta confermato morto nell’area. Tuttavia, la mortalità reale potrebbe essere ancora più alta, poiché alcuni esemplari morti potrebbero non essere stati notati.

Secondo Josephine Slaathaug, prima autrice dello studio e ricercatrice sulle balene grigie presso la Sonoma State University, “il tasso minimo di mortalità del 18% osservato nella Baia di San Francisco sembra essere unico per l’intensità dei decessi, nonostante le balene grigie affrontino minacce mortali lungo tutto il loro percorso migratorio”.


Minacce e nuove sfide per le balene grigie

Uno dei principali fattori che contribuiscono alla mortalità è l’impatto delle imbarcazioni: 30 delle balene trovate morte sono state colpite da navi, evidenziando i rischi connessi all’espansione della loro rotta in aree urbane come la Baia di San Francisco. Inoltre, molte balene sembrano aver perso la vita per malnutrizione, un aspetto che potrebbe spiegare la loro presenza nell’area costiera. Il cambiamento climatico sta alterando il sistema alimentare artico, come observa Slaathaug: “Con il riscaldamento dell’Artico, lo scioglimento dei ghiacci influisce sulle specie di invertebrati che offrono un grande valore nutrizionale per queste balene”.

Le balene grigie si nutrono principalmente sul fondo marino, utilizzando le loro piastre di baleen per filtrare piccoli invertebrati. L’anticipo nel disgelo dei ghiacci porta a un anticipato boom di fitoplancton, il quale viene consumato prima di arrivare al fondo marino, dove nutre gli invertebrati bentonici, fonte primaria di cibo per le balene. La diminuzione delle popolazioni di invertebrati bentonici può portare a una situazione di malnutrizione per le balene, costringendole a cercare cibo lungo il loro percorso migratorio.


Secondo gli esperti, la Baia di San Francisco potrebbe diventare una sosta d’emergenza per queste balene in cerca di nutrimento. I ricercatori stanno continuando a indagare su ciò che queste balene potrebbero mangiare o tentare di mangiare nella Baia. Slaathaug ha osservato che, “La ricerca è attualmente in corso per determinare quali risorse alimentari potrebbero essere disponibili per loro”.

Sono in corso iniziative per prevenire le morti causate dall’uomo, comprese quelle provocate dalle collisioni con le imbarcazioni. Per esempio, il Marine Mammal Center sta guidando progetti educativi rivolti alla comunità marittima della Baia di San Francisco. Tuttavia, potrebbero essere necessarie misure di conservazione più rigorose, come aree a velocità regolamentata obbligatoria, se il tasso di mortalità continua a crescere.

Rachel Rhodes, biologa marina non coinvolta nello studio, ha dichiarato al New York Times che “la Baia di San Francisco è un percorso acquatico incredibilmente complesso e trafficato. Quando aggiungi le balene, lo spazio per una coesistenza diventa estremamente limitato”.

Le balene grigie sono animali affascinanti e cruciali per l’ecosistema marino: comprendere le sfide che affrontano è essenziale per la loro preservazione. Ulteriori ricerche saranno fondamentali per sviluppare strategie efficaci di protezione e gestione.


Fonti:

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Luigi Salemi: