Salina celebra Massimo Troisi: al via la XV edizione del Marefestival

Si è aperta a Salina la XV edizione del Marefestival – Premio Troisi, la manifestazione dedicata al ricordo di Massimo Troisi che da quindici anni trasforma l’isola eoliana in un luogo di incontro tra cinema, cultura e memoria collettiva. Un evento che continua a celebrare l’eredità artistica e umana dell’attore e regista napoletano, con un ricco programma di ospiti, premi e testimonianze.

Tra i protagonisti della serata inaugurale Maria Grazia Cucinotta, storica madrina del festival e interprete de Il Postino, film girato proprio a Salina e simbolo del legame tra l’isola e Troisi. L’attrice ha ricordato il suo rapporto con il luogo e con l’esperienza cinematografica: “Sono passati trent’anni dalla prima volta che ho messo piede su quest’isola per girare ‘Il Postino’. Salina mi ha fatto sentire subito a casa e mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno”.

Cucinotta ha ribadito il valore del messaggio lasciato da Troisi: “Massimo aveva capito che la cultura e la bellezza possono davvero cambiare la vita delle persone. Era questo il cuore del film e continua ancora oggi a emozionare intere generazioni”.

Cinema, memoria e riflessioni sul presente

Tra gli ospiti anche il regista Marco Risi, premiato al Marefestival, che ha ripercorso la sua carriera e affrontato il tema della crisi del cinema e delle sale cinematografiche. Parlando del suo film Mery per sempre, Risi ha ricordato il rapporto con la Sicilia e ha sottolineato la necessità di cambiare approccio nelle carceri minorili: “Bisognerebbe tuttavia cambiare la mentalità di chi gestisce in particolare le carceri minorili e fare in modo che non si arrivi a punizioni drastiche, perché si rischia di creare nuovi delinquenti più che nuovi cittadini”.

Sul cinema ha aggiunto: “Il cinema è sempre stato in crisi. Se ne fanno molti film, ma sono in crisi le sale cinematografiche destinate ad avere una fine”.

Anche il regista ha espresso il suo legame con la Sicilia: “Sono innamorato della Sicilia. Quando sono arrivato le prime volte per registrare Mery per sempre ho sentito subito il richiamo della terra”.

Sul palco anche l’attrice Chiara Francini, che ha ricevuto il Premio Troisi. Francini ha riflettuto sull’eredità artistica dell’attore: “Troisi aveva una grande capacità di restituire la vita nella sua complessità, con le sue pause. Fare bene la commedia significa restituire la realtà con la malinconia mentre si fa ridere”. E ha aggiunto: “Troisi faceva ridere, ma era anche profondamente intriso di malinconia, che è un sentimento differente dalla tristezza”.

L’attrice ha poi descritto Salina come un luogo unico: “Le isole Eolie sono luoghi molto belli dove si racconta in maniera più profonda la composizione delle anime”.

Incontri, ricordi e legami artistici

Nel corso del festival si sono ritrovati anche Aurora Quattrocchi e Marco Risi, che non si vedevano da quasi quarant’anni dopo il lavoro insieme in Mery per sempre. L’attrice ha ricordato il suo debutto nel cinema: “La prima battuta che avevo era una cosa incredibile: ‘sono venuta a comprare il pesce’… ma al cinema non si doveva recitare. E allora che ci vengo a fare?”.

Risi ha anche ricordato un progetto mai realizzato con Massimo Troisi: “Andai a casa sua, ma lui stava partendo per fare Il Postino, io per fare Il Branco. Lo vidi già affaticato, non potevo immaginare come sarebbe andata a finire”.

Numerosi anche gli omaggi da parte di artisti e ospiti presenti. Giancarlo Giannini ha raccontato un ricordo personale: “Una volta a Cannes mi disse che mi invidiava perché cambiavo sempre personaggio… gli risposi che magari fossi nato lui: per me sei come Chaplin, sei il Chaplin italiano”.

Aurora Quattrocchi ha invece ricordato con emozione l’attore: “Era un genio, una persona speciale. Non ne nascono facilmente come lui. Eppure, nonostante geni come lui, ci siamo fatti fottere il nostro cinema italiano”.

Vincenzo De Lucia ha paragonato Troisi a un’icona assoluta: “Per noi è come Maradona per i calciatori. Essere a Salina, dove ha lasciato il cuore, è un’emozione unica”.

Anche Vincenzo Ferrera ha ricordato il valore artistico dell’attore: “Figure come quella di Troisi sono dei geni, ne nasce uno ogni cent’anni. Lo ringraziamo come ringraziamo Einstein”.

Corinne Clery ha descritto Troisi come “una persona dolcissima, riservata, quasi timida”, mentre Maria Grazia Cucinotta ha ribadito il legame profondo con l’isola e con il film che ha segnato la sua vita.

L’omaggio finale: l’installazione “Oltre il tempo”

Durante il festival è stata inoltre riscoperta e restaurata a Salina l’installazione dedicata a Massimo Troisi dal titolo “Oltre il tempo”, firmata dal maestro Antonello Arena, autore dei premi intitolati all’artista.

L’opera riproduce il manifesto e la bicicletta de Il Postino, già donata all’isola nel 2012 in occasione dell’intitolazione della strada promossa dalla kermesse. Restaurata dopo anni di deterioramento causato dalle intemperie, l’installazione è stata nuovamente svelata dalla madrina del festival Maria Grazia Cucinotta insieme all’attore Gerardo Ferrara.

L’opera rappresenta, come sottolineato dagli organizzatori, “la resistenza della memoria e il potere del linguaggio cinematografico”, confermando il Marefestival come un appuntamento centrale per celebrare non solo Massimo Troisi, ma anche il valore duraturo del cinema italiano.

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