Musumeci: “L’Italia è il mare, serve tornare protagonisti nel Mediterraneo”

Il ministro per il Mare interviene a Cefalù: «Il trasporto marittimo è più economico e meno inquinante». Poi rilancia il ruolo strategico del Piano Mattei nei rapporti con l’Africa.

Il mare come risorsa strategica per il futuro dell’Italia e dell’Europa. È questo il messaggio lanciato dal ministro per il Mare Nello Musumeci durante l’iniziativa “Parliamo di mare”, svoltasi a Cefalù, nel Palermitano.

Secondo il ministro, negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza sull’importanza della dimensione marittima, anche sotto il profilo ambientale. «Si è capito che la sensibilità ambientale è cambiata. Muovere le merci sul mare è molto più economico e molto meno inquinante rispetto al trasporto su gomma o su rotaia», ha affermato Musumeci.

Il Mediterraneo al centro della strategia italiana


Nel suo intervento, il ministro ha ricordato come circa l’80 per cento delle merci mondiali viaggi via mare, sottolineando inoltre il ruolo fondamentale delle infrastrutture sottomarine per le comunicazioni e per il trasporto energetico.

«Il 95 per cento dei dati che transitano attraverso i telefoni cellulari passa da grandi cavi adagiati sui fondali marini. Anche il gas che collega gran parte dell’area mediterranea viaggia attraverso il mare», ha spiegato.

Per Musumeci, l’Italia non deve inseguire nuove materie prime, perché possiede già una risorsa strategica di enorme valore: «L’Italia è il mare».

Il ministro ha poi affrontato il tema del ruolo geopolitico del Paese nel Mediterraneo, sostenendo che negli ultimi decenni l’Europa abbia rivolto la propria attenzione soprattutto verso il Nord e l’Est del continente, trascurando l’area mediterranea.

«L’Italia conta nel mondo se sa darsi un ruolo da protagonista nel Mediterraneo. È un ruolo che ha perso non perché le mancassero le capacità, ma perché l’Europa ha scelto di guardare altrove», ha dichiarato.

Infine, Musumeci ha richiamato l’importanza del Piano Mattei, definendolo uno strumento per rafforzare i rapporti tra Italia e Africa e ricostruire un ponte strategico tra le due sponde del Mediterraneo. «Non è soltanto un titolo, ma il tentativo di rilanciare una collaborazione che guarda al futuro, in un contesto in cui gli africani continuano a vedere nell’Europa un interlocutore fondamentale», ha concluso.

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