Ritrovata la foresta amazzonica: il Crackdown recupera una strada illegale nella giungla.

La Rinascita della Foresta Amazzonica: La Fine di una Strada Illegale

Recenti immagini satellitari hanno mostrato come la foresta stia recuperando il suo territorio sull’odiosa strada illegale che nel 2022 ha minacciato di spezzare il Corridoio Socioambientale Xingu. Grazie alla pressione della società civile, nel primo trimestre del 2023 il governo ha messo questa strada in cima alla sua agenda, avviando operazioni di enforcement che hanno portato a un drastico calo delle nuove aperture di strade illegali nella Bacino del Xingu.

Tuttavia, i conservazionisti avvertono che questi progressi sono fragili: i territori indigeni invasi fronteggiano ritorsioni violente, l’industria mineraria illegale si sta riorganizzando, e le elezioni di quest’anno potrebbero ridefinire le politiche ambientali del Brasile.


Nel 2022, una strada illegale lunga quanto una maratona ha minacciato di dividere in due una delle aree più protette della foresta amazzonica brasiliana. Questa strada, lunga 42,8 chilometri, correva lungo il fiume Iriri e stava per violare il Corridoio Socioambientale Xingu, un mosaico di territori indigeni e unità di conservazione che copre circa 26 milioni di ettari. Quattro anni dopo, immagini satellitari hanno dimostrato che la strada è stata inghiottita dalla vegetazione in ripresa — un fenomeno raro per la regione.

Un Inizio di Speranza

Il monitoraggio della deforestazione è effettuato tramite sistemi come SIRAD-X, gestito dall’Instituto Socioambiental (ISA). Questa rete ha documentato che la strada, con lo scopo iniziale di servire un miniera d’oro illegale, ha innescato un’onda di distruzione. La crescita di strade illegali, come avvertito da Bruno Ferreira di Imazon, rappresenta il punto di partenza di una devastazione diffusa.

La ricerca di Imazon indica che il 95% della deforestazione nell’Amazzonia avviene entro 5 km da una strada, suggerendo che se questa strada fosse stata consolidata, le attività illegali di pascolo e disboscamento sarebbero rimaste inarrestabili.


Questo esempio di successo segna un punto di svolta nella lotta per la conservazione dell’Amazzonia, con la collaborazione tra società civile e governo che ha dimostrato di poter invertire distruzioni apparentemente irreversibili.

Tuttavia, attualmente ci sono segnali allarmanti. La terra dell’area Trincheira Bacajá, per esempio, ha visto un aumento drammatico della deforestazione dal 2019 al 2022, a causa della mancanza di controlli sotto l’amministrazione di Bolsonaro.

Il Ritorno della Violenza e delle Minacce

Nel 2023, il Supremo Tribunale del Brasile ha ordinato l’allontanamento di minatori, taglialegna e allevatori da sette territori indigeni, inclusi quelli nella Bacino del Xingu. Queste operazioni, note come de-intrusioni, hanno portato alla distruzione delle strutture illegali e a una significativa diminuzione della deforestazione in alcune regioni. Tuttavia, il lavoro non è finito. Anche dopo l’allontanamento, i territori sono circondati da gruppi con interessi predatori.

Molto preoccupante è la situazione nel territorio indigeno di Apyterewa che ha subito attacchi ripetuti e una violenta riorganizzazione dell’industria mineraria illegale. Monitoraggi recenti hanno evidenziato che l’attività mineraria sta rinascendo anche nelle aree precedentemente liberate.


Coloro che operano nella deforestazione hanno adottato tecnologie di livello quasi industriale. Le operazioni di disboscamento, iniziate come piccole attività, sono cresciute fino a diventare complessi sistemi logistici, suggerendo una sofisticazione mai vista prima nei dieci anni precedenti.

IBAMA, l’agenzia di protezione ambientale del Brasile, ha già assunto 831 nuovi dipendenti dal 2023, con l’intento di potenziare le operazioni di monitoraggio. Inoltre, un programma noto come FortFisc è stato lanciato per rafforzare il monitoraggio a distanza delle foreste.

Con elezioni presidenziali imminenti a ottobre, i progressi fatti possono essere messi a rischio. Poll indicano una competizione serrata tra il presidente attuale Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro, il figlio dell’ex presidente.

Un Futuro Incerto

Se avrà successo l’alleanza tra le comunità locali e il governo, resterebbe da vedere. Ci sono timori che un governo ostile all’ambiente possa ripristinare pratiche di sfruttamento a danno delle popolazioni indigene e delle risorse naturali. L’ideologia di un governo allineato con l’agrobusiness potrebbe minacciare i diritti territoriali e la vita delle comunità forestali.

Le scelte di questo ottobre potrebbero stabilire il futuro della conservazione in Brasile, determinando se la crescita della vegetazione e la protezione dei territori indigeni continueranno o se il paese tornerà a un’era di devastazione. La situazione nel Corridoio Socioambientale Xingu è delicata ma rappresenta anche una prova concreta di ciò che è possibile attraverso l’impegno collettivo.

Fonti:

  • Instituto Socioambiental (ISA)
  • Imazon
  • IBAMA
  • Mongabay News

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Luigi Salemi: