Ritardi nelle regole per il mining in mare profondo nonostante la crescente urgenza.

Il Futuro dell’Estrazione Mineraria in Mare Profondo

La commercializzazione dell’estrazione mineraria in mare profondo è ancora in fase embrionale, ma sembra avvicinarsi a grandi passi. Le aziende stanno preparando operazioni per estrarre minerali dal fondo oceanico, con il potenziale di trasformare vaste aree dell’oceano. Questa nuova industria, tuttavia, opera senza un quadro normativo internazionale ben definito, e un recente incontro dell’autorità di regolamentazione preposta alla stesura di tali norme si è concluso lasciando ancora molte questioni irrisolte.

Leticia Carvalho, Segretario Generale dell’Autorità Internazionale del Fondo Marittimo (ISA), ente regolatore dell’estrazione mineraria in mare profondo legato alle Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza di completare le norme per la gestione dello sfruttamento del fondo marino, comunemente chiamate “codice minerario”, entro la fine di quest’anno. Questo compito è diventato una prova cruciale per l’ISA, dato che gli Stati Uniti, non membri dell’ISA, hanno avviato piani di estrazione mineraria con apparente indifferenza nei confronti del diritto internazionale.


La Necessità di Regole Internazionali e Sostenibilità

Carvalho ha dichiarato che completare il codice minerario renderebbe gli Stati Uniti “una scelta meno attraente per le aziende” in quanto qualsiasi tentativo di estrazione al di fuori delle normative ISA sarebbe “altamente problematico”. Durante una conferenza stampa in risposta a una domanda di Mongabay, ha espresso ottimismo circa il progresso nel 2023: “Resto molto fiduciosa e credo che quest’anno ci sarà una grande avanzamento del codice minerario che porterà l’ISA dall’era dell’esplorazione a quella dello sfruttamento responsabile delle risorse minerarie in mare profondo”.

In compenso, il meeting si è ufficialmente chiuso il 19 marzo senza una tabella di marcia chiara per il completamento di questo codice. Pradeep Singh, di Oceano Azul, un’organizzazione non profit con sede a Lisbona che si occupa di conservazione oceanica, ha partecipato all’incontro come osservatore e ha dichiarato a Mongabay che ritiene “altamente improbabile” che il codice sarà completato entro quest’anno. “Stiamo facendo progressi, ma abbiamo ancora molto lavoro da fare prima di poter adottare un insieme di regolamenti robusti che rappresenti davvero i migliori interessi dell’umanità”, ha affermato.


Tra i temi chiave ancora irrisolti ci sono l’istituzione di standard e linee guida, come soglie ambientali, chiarimenti su come saranno condivisi i benefici delle risorse e la determinazione se le regole riguarderanno tutte le forme di estrazione mineraria in mare profondo o solo l’estrazione di noduli polimetallici.

Julian Jackson, responsabile per l’estrazione mineraria in mare profondo presso i Pew Charitable Trusts a Washington D.C., ha dichiarato che non è opportuno forzare la stesura del codice. “Questa è un’industria innovativa che opererà lontano dalla costa e ben al di sotto della superficie, ed è intrinsecamente distruttiva. Non credo sia irragionevole che ci voglia tempo per regolare un settore così complesso”, ha detto a Mongabay.


Mentre l’ISA sta elaborando queste norme, gli Stati Uniti procedono con i loro piani per l’estrazione mineraria in mare profondo sia nelle acque internazionali che in quelle nazionali, in seguito a un ordine esecutivo del Presidente Trump. Nel mese di gennaio, il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’agenzia statunitense che supervisiona l’estrazione mineraria in mare profondo nelle acque internazionali basandosi sulle leggi nazionali, ha approvato una norma che consente alle aziende di richiedere licenze per esplorazione e sfruttamento simultaneamente. La Metals Company ha già annunciato di aver presentato una domanda secondo questa nuova regola.

Questo scenario evidenzia l’urgenza di stabilire un quadro normativo internazionale che garantisca la protezione dell’ambiente marino e dei diritti di tutti gli Stati. Le discussioni continuano, ma è chiaro che il mondo deve affrontare sfide significative per creare un’industria mineraria sostenibile e responsabile in mare profondo. Il tempo stringe, e il futuro delle risorse oceaniche dipende dalla determinazione a trovare un equilibrio tra sfruttamento e conservazione.

Fonti ufficiali: Autorità Internazionale del Fondo Marittimo, NOAA, Pew Charitable Trusts.

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Luigi Salemi: