Riserva di Borneo: pagare per osservare la fauna in esperimenti di conservazione innovativi.
Questa iniziativa ha coinvolto oltre 800 osservatori in nove villaggi, con circa 300-400 avvistamenti registrati ogni giorno. I dati raccolti spaziano da specie comuni come i calao a primati come le gibbona. L’investimento richiesto, secondo le stime dell’eccellente biologo Erik Meijaard, direttore generale di Borneo Futures, è inferiore a 1 dollaro per ettaro all’anno in un’area di 200.000 ettari.
Il costo di questo progetto è relativamente basso se paragonato ad altri programmi di conservazione, e i risultati superano le aspettative iniziali. In alcune aree, i residenti hanno cominciato a scoraggiare la caccia e il bracconaggio, grazie a nuovi flussi di reddito legati alla fauna selvatica. Per alcuni partecipanti, questa attività si è trasformata in una fonte primaria di guadagno, pari o addirittura superiore ai salari locali.
I risultati iniziali mostrano che anche incentivi modesti possono modificare l’attenzione e, in alcuni casi, il comportamento delle persone. Se l’allineamento tra mezzi di sussistenza e vita selvatica si mantiene, potrebbe offrire un modello pratico per la conservazione, radicato negli interessi delle persone più legate alle foreste.
Per maggiori informazioni, puoi leggere l’intero articolo di Linnea Hoover qui [link all’articolo].
Immagine di intestazione: Fotografia di un orangotano di Borneo (Pongo pygmaeus) inviata da un osservatore cittadino di KehatiKu. I partecipanti possono guadagnare 100.000 rupiah (quasi 6 dollari) per aver trovato e fotografato orangotani. Immagine gentilmente fornita da Borneo Futures.
Fonti ufficiali:
– Mongabay
– Borneo Futures
– UNESCO
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