Riscoperta del pesce ago spinaci dopo quarant’anni: una guida locale svela il mistero.

La Riscoperta del Pesce Pipa Spinacio in Papua Nuova Guinea

Un team di scienziati ha recentemente riscoperto il pesce pipa spinacio, una specie d’acqua dolce endemica del fiume Sepik in Papua Nuova Guinea, non osservata da quasi 40 anni. Questo ritrovamento è avvenuto durante un’indagine di due settimane condotta da scienziati locali e membri della comunità. La pescatrice locale Helen Asu ha catturato due esemplari, che sono stati poi inviati a esperti per confermare la loro tassonomia.

La riscoperta di questa specie poco conosciuta rappresenta un’importante opportunità per approfondire la conoscenza del suo ciclo di vita, habitat ed ecologia. Il caso mette in evidenza quanto sia fondamentale unire la conoscenza locale con la ricerca scientifica.


Il Viaggio di Ricerca e le Sfide

A metà giugno, il ricercatore Jerrica Agebido era ormai deluso dopo un lungo e faticoso viaggio alla ricerca di questo pesce misterioso, che non era stato osservato dagli scienziati da quasi quattro decenni. Il suo team aveva affrontato le calde e umide giornate estive di Papua Nuova Guinea, navigando lungo il fiume Sepik, ma il pesce pipa spinacio sembrava sempre sfuggente.

Agebido, ricercatore presso la Papua New Guinea University of Technology e il New Guinea Binatang Research Centre, ha dichiarato in un’email: “Avevamo quasi perso la speranza”. Il pesce pipa spinacio (Microphis spinachioides) è un pesce di piccole dimensioni, con un corpo slanciato e un muso allungato, in grado di catturare prede di piccole dimensioni. Può arrivare a misurare fino a 15 centimetri e si mimetizza perfettamente tra piante acquatiche e ninfee.

Il pesce maschio, simile ai cavallucci marini, porta gli embrioni in una sacca brodosa per settimane fino alla nascita dei piccoli.


La specie era stata classificata come “Dati insufficienti” nella lista rossa dell’IUCN nel 2016, e l’unico esemplare museo esistente, su cui si basa la sua tassonomia, è andato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Con un ranking tra i dieci più desiderati nella lista delle “Pesci Perduti”, il pesce pipa spinacio rappresentava una vera sfida per gli scienziati.

Durante l’espediente di giugno, il team di Agebido ha cercato di scoprire se questa misteriosa creatura fosse ancora presente, parlando con le comunità locali e mostrando loro immagini del pesce per ottenere aiuto nella ricerca. Gli sforzi hanno dato i loro frutti il 18 giugno 2026, quando Helen Asu ha portato due pesci pipa spinacio che aveva catturato con una rete tradizionale, un umben, mentre pescava gamberi nel villaggio di Imbando.

“È stato un momento incredibile,” ha affermato Agebido, “quando Helen ci ha mostrato il pesce, mi sono subito reso conto che avevamo trovato qualcosa di molto speciale.” Dopo aver fotografato il pesce di quasi 10 cm, Agebido ha inviato le immagini a Gerald Allen, un ittiologo australiano esperto della fauna ittica locale, che ha confermato l’identità della specie, chiudendo così una ricerca lunga quattro decenni.

“Mi fa gioire sapere che il pesce pipa spinacio è stato registrato di nuovo,” ha commentato Amanda Vincent, presidente del Gruppo di Specializzazione IUCN su Cavallucci Marini, Pesci Pipa e Drago di Mare. “I pesci pipa d’acqua dolce sono specie particolarmente minacciate a causa della degradazione dell’habitat.”


Il Ruolo della Conoscenza Locale

La scoperta ha dimostrato quanto sia preziosa la conoscenza ecologica tradizionale delle comunità locali. Infatti, è grazie all’informazione e all’esperienza condivisa da Helen Asu che è stato possibile ritrovare la specie. La comunità ha descritto come il pesce viene talvolta catturato durante la pesca di gamberi e altri piccoli organismi acquatici, suggerendo che tutti condividano habitat simili.

I ricercatori hanno scoperto che le donne parevano avere una conoscenza più approfondita riguardo a questi pesci rispetto agli uomini perché si dedicano regolarmente alla pesca lungo le rive vegetate del fiume.

Le diverse comunità lungo il Sepik avevano nomi distintivi per il pesce. Nel villaggio di Imbando, era conosciuto come “karuweng”; nelle comunità a monte di Kanduwanum, veniva chiamato “inap” o “karuwenai”; mentre nel Tok Pisin, la lingua ufficiale di Papua Nuova Guinea, era noto come “lon nus”.

Durante il loro viaggio, le comunità hanno anche rivelato cambiamenti nelle popolazioni di pesci nativi, oltre a un aumento della sedimentazione e all’introduzione di specie ittiche aliene. Sebbene sia entusiasmante sapere che il pesce pipa spinacio esista ancora, è fondamentale comprendere e affrontare i cambiamenti ambientali che minacciano il suo habitat.


Agebido ha affermato: “Questa riscoperta ha rafforzato il mio impegno nello studio della specie. Spero che, combinando sondaggi sul campo, conoscenza ecologica locale, tassonomia e tecnologia eDNA, possiamo capire meglio dove vive il pesce pipa spinacio, di cosa ha bisogno per sopravvivere e come possiamo garantire che rimanga parte dell’ecosistema del fiume Sepik.”

L’importanza della collaborazione tra scienziati e comunità locali è fondamentale per il futuro della biodiversità in Papua Nuova Guinea. Conservare e proteggere queste specie rare non solo aiuta l’ecosistema locale, ma può essere un passo cruciale nella lotta globale per la biodiversità.

Fonti ufficiali:

  • IUCN Red List
  • New Guinea Binatang Research Centre

La storia del pesce pipa spinacio non è solo una riscoperta scientifica, ma un esempio di come la collaborazione e il rispetto per le conoscenze locali possano portare a risultati sorprendenti nella conservazione della biodiversità.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: