Il Cambiamento Climatico e la Salute delle Foreste Tropicali
Numerose specie che abitano le foreste dipendono dalle condizioni fresche, umide e stabili dell’understory, la zona sottostante le chiome degli alberi. Secondo uno studio recente condotto nel sud-est asiatico, la combinazione della degradazione degli habitat e il riscaldamento globale potrebbe portare a un aumento delle temperature nell’understory delle foreste nei prossimi trent’anni. Questo cambiamento potrebbe esporre le specie a livelli senza precedenti di stress termico. I risultati dello studio serviranno a prioritizzare le azioni di conservazione su paesaggi vulnerabili, foreste intatte e aree resistenti al calore, spiega il team di ricerca.
Effetti del Riscaldamento delle Foreste
Le chiome delle foreste creano condizioni favorevoli per una straordinaria diversità di vita. Trovandosi in ombra e mantenendo l’umidità nell’aria e nel suolo, generano ambienti freschi e stabili nell’understory. In particolare, nei tropici, questo effetto regolatorio è cruciale per molte specie che non riuscirebbero a sopravvivere al calore estremo delle aree aperte circostanti.
I ricercatori temono che la degradazione delle foreste possa compromettere questa capacità di buffering termico essenziale. Nuove ricerche indicano che le foreste dell’Asia sud-orientale potrebbero affrontare temperature di picco senza precedenti nei prossimi trent’anni. Secondo lo studio, le temperature nell’understory potrebbero salire a nuovi livelli anche in ecosistemi attualmente integri entro il 2050, esponendo quindi animali, piante e funghi a gravi livelli di stress termico.
L’autore principale dello studio, Erone Ghizoni Santos, ha sottolineato che il cambiamento climatico non solo riscalda l’atmosfera globale, ma modifica anche le condizioni locali vissute dalle specie all’interno delle foreste. Precedenti ricerche in Malesia hanno mostrato che quando le foreste vengono degradate, ad esempio a causa della deforestazione, esse diventano più vulnerabili ai cambiamenti climatici nell’area circostante. Le chiome depresse permettono a una maggiore quantità di sole di rimanere esposta al suolo, intrappolando meno umidità e permettendo al calore di penetrare nell’ecosistema.
Mancava, però, una comprensione del modo in cui la capacità di buffering termico delle chiome forestali potrebbe variare in futuro. Nel nuovo studio, pubblicato su “Geophysical Research Letters”, Santos e i suoi colleghi hanno combinato le misurazioni della temperatura dell’understory ottenute da 46 siti forestali con dati satellitari e proiezioni dei modelli climatici per fare previsioni sui futuri microclimi forestali nell’intera regione.
I loro modelli indicano che, entro il 2050, le temperature massime diurne all’interno delle foreste potrebbero aumentare mediamente tra 1,4°C e 2,1°C, a seconda del modello climatico utilizzato. In diverse parti della regione, le foreste potrebbero registrare temperature più alte di qualsiasi valore registrato negli ultimi decenni.
Alla luce di un percorso di mitigazione climatica “moderato”, dove si compiono sforzi per ridurre le emissioni, lo studio ha stimato che oltre la metà della regione potrebbe avere temperature massime sotto la chioma che superano i valori storici. In uno scenario climatico con alte emissioni, l’area colpita aumenterebbe fino a due terzi della regione.
Santos ha riportato che la scala del riscaldamento previsto ha sorpreso anche i ricercatori, alimentando le preoccupazioni dei conservazionisti su come le specie possano adattarsi a future condizioni ambientali. Anche piccole variazioni di temperatura possono compromettere la sopravvivenza e la riproduzione di alcune specie, in particolare per quelle già adattate a condizioni di cool understory.
Secondo Santos, le specie che non potranno spostarsi in habitat più freschi o che hanno una limitata capacità di regolare il proprio comportamento o fisiologia temperature subiranno le conseguenze più gravi.
Le aree forestali a maggior altitudine, come quelle montane in Myanmar e Laos, potrebbero essere meno colpite dallo stress termico, grazie a un’influenza di raffreddamento generale dovuta all’elevazione. Al contrario, le previsioni indicano che le aree a bassa quota nel nord della Cambogia, nel sud-est dell’Indonesia e nell’isola di Borneo registreranno gli aumenti di temperatura più accentuati.
La ricerca ha dimostrato che, mentre è essenziale limitare le emissioni di combustibili fossili a livello globale, i risultati possono fornire indicazioni preziose per azioni di conservazione. Gli esperti raccomandano ai responsabili politici e ai praticanti della conservazione di adottare un approccio di prioritizzazione spaziale per proteggere le foreste contro il futuro stress termico.
Aree micro-refugio, come le foreste montane, dove le temperature potrebbero rimanere stabili nonostante il riscaldamento globale, dovrebbero ricevere particolare attenzione. Anche le foreste intatte, che forniscono un forte buffering termico e possono servire come rifugi per la biodiversità, necessitano di protezione.
Vivienne Groner, scienziata dei sistemi terrestri all’Imperial College di Londra, ha commentato come lo studio abbia colmato una lacuna significativa nei dati sul microclima forestale. Ci stiamo avvicinando meglio alla comprensione delle risposte ecologiche al cambiamento ambientale, facilitando il collegamento tra i cambiamenti e le risposte ecosistemiche.
Fonti ufficiali:
– Ismaeel, A., et al. (2024). “Patterns of tropical forest understory temperatures.” Nature Communications.
– Ghizoni Santos, E., et al. (2026). “The Future of forest microclimate in Southeast Asia.” Geophysical Research Letters.
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