Ripristino delle praterie di fanerogame in Malesia: approccio multispecie migliora il recupero.

Il Ritorno delle Praterie di Posidonia in Malesia

Il ripristino delle praterie di posidonia è sempre più riconosciuto come fondamentale per affrontare le crisi legate alla perdita di biodiversità e ai cambiamenti climatici. Nonostante ciò, molte tecniche efficaci rimangono sconosciute, specialmente negli ecosistemi tropicali, dove i progetti di lungo termine faticano a ottenere finanziamenti. Un programma di recupero che dura da dieci anni nelle acque della penisola malese ha riportato risultati incoraggianti in un’area gravemente colpita dallo sviluppo costiero, accendendo la speranza che le praterie degradate possano essere rigenerate.

Nello studio, sono stati evidenziati diversi fattori che possono incrementare il successo del ripristino, tra cui la comprensione della biologia delle specie locali di posidonia, l’adattamento delle tecniche alle condizioni ambientali locali e l’affrontare adeguatamente le cause originali del declino.


Fattori di Successo nel Ripristino delle Praterie

In acque poco profonde al largo della costa di Johor Bahru, un modo affollato di granchi e molluschi indica il successo del recupero. Solo un decennio fa, quelle stesse acque erano devastate dallo sviluppo. Nel 2014, i dragaggi per un enorme progetto di costruzione di una “Forest City” hanno disperso sedimenti su una delle più vaste praterie di posidonia della Malesia. Sebbene il Ministero dell’Ambiente abbia emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori, il danno era fatto: circa 10 ettari di prateria erano stati distrutti. Per rimediare, il promotore del progetto ha intensificato le misure di mitigazione accettando la collaborazione di scienziati marini per tentare di recuperare la posidonia.

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Putra Malaysia ha documentato i risultati del programma di ripristino e monitoraggio nitido e mirato dal 2015 al 2025 nella zona di Merambong Shoal. L’approccio ha comportato il trapianto di semenze di diverse specie di posidonia, ottenendo tassi di sopravvivenza relativamente alti: fino al 66% in alcuni ettari recuperati.


In aggiunta, nel corso del stabilizzarsi della prateria, hanno registrato il ritorno naturale di molte altre varietà di posidonia e un incremento delle comunità animali presenti nell’area. Muta Harah Zakaria, principale autore dello studio, ha riferito risultati entusiastici: “Abbiamo trovato quattro nuove specie nella zona e i nostri colleghi hanno registrato più di 100 specie di invertebrati.” Queste scoperte offrono speranze per iniziative di ripristino in tutta la regione indo-pacifica e dimostrano che le praterie degradate possono essere ripristinate con un’attenta cura post-trapianto.


Praterie di Posidonia: Un Ecosistema Cruciale

Le praterie di posidonia, insieme a mangrovieti e barriere coralline, filtrano le acque di scarico terra mare, cicli di nutrienti e proteggono le coste dall’erosione. Sono habitat di nursery fondamentali per pesci e altre forme di vita marina, contribuendo al sostentamento delle comunità locali. Nonostante la loro importanza, gli esperti marini segnalano che gli ecosistemi di posidonia restano largamente trascurati dalle politiche nazionali di conservazione. Attualmente, la Malesia non possiede stime ufficiali sulla copertura delle praterie di posidonia e le rate di perdita, sebbene uno studio del 2018 abbia stimato che il paese ospiti circa 16,3 chilometri quadrati di prateria, gran parte del quale è minacciata da sviluppo costiero, dragaggio e inondazioni.

Con la crescente consapevolezza del ruolo delle praterie di posidonia come riserve di carbonio, l’urgenza della loro protezione e ripristino diventa ancora più pressante. L’analisi di vari metodi ha mostrato risultati variabili, mentre il trapianto di rizomi e radici vegetariane ottiene risultati rapidi, ma può danneggiare i siti donatori. Al contrario, la raccolta di semi e piantine richiede metodi complessi di stoccaggio e coltivazione.


Strategie di Ripristino Efficaci

Il team di ricerca ha studiato le specie di posidonia locali sin dal 1999, acquisendo quindi una profonda conoscenza della biologia delle specie. Hanno notato che la specie Enhalus acoroides prospera agli estremi delle praterie, mentre specie più piccole del genere Halophila tendono a prosperare al centro degli erbaggi. Questo ha permesso di decidere il momento del trapianto, iniziando con le specie più grandi e successivamente mescolando quelle più piccole.

In totale, hanno piantato 8.591 piantine in 324 metri quadrati di terreni recuperati, ottenendo tassi di sopravvivenza superiori rispetto ad altre tecniche come il semina diretta. Le aree controllate, in cui è stata piantata una sola specie, non hanno raggiunto risultati simili, suggerendo che un mix di specie migliori è fondamentale per la resilienza a lungo termine.


Importanza delle Diversità nelle Praterie

Milica Stankovic, esperta di posidonia, ha riconosciuto il lavoro svolto a Johor Bahru come un esempio chiave. “Il Merambong Shoal dimostra l’impatto del recupero della posidonia,” ha commentato, notando che la diversità delle specie gioca un ruolo cruciale nella resilienza degli ecosistemi. Le ricerche nel settore sono sparse, e i risultati dal Merambong Shoal dimostrano che l’uso di una combinazione di specie potrebbe essere una soluzione praticabile. Mentre l’interesse per il ripristino aumenta, è fondamentale mantenere un controllo attento sulla raccolta di semi e piantine da aree donatrici per garantire la rigenerazione naturale.

Le lezioni apprese in Malesia potrebbero rivelarsi preziose per la gestione futura delle praterie di posidonia in tutta l’Asia sudorientale, mentre si rendono necessarie regolazioni normative per garantire che gli ecosistemi marini non vengano trascurati nello sviluppo costiero.

Per maggiori approfondimenti, puoi consultare studi e articoli ufficiali pubblicati su Frontiers in Conservation Science e Botanica Marina.

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Luigi Salemi: