Ristrutturazione delle Misure di Gestione per il Tonno Pinna Gialla
Durante la sua riunione annuale di questo mese, la Commissione dell’Oceano Indiano per il Tonno (IOTC) ha rivisitato le misure di gestione per il tonno pinna gialla dopo aver stabilito che lo stato delle popolazioni di questa specie è migliorato. I rappresentanti del settore hanno accolto la decisione con favore, mentre i conservazionisti esprimono preoccupazioni sollecitando cautela, in considerazione della lunga storia di pesca eccessiva del tonno pinna gialla e della difficoltà nel monitorare e contenere l’eccessivo sfruttamento. L’IOTC ha anche adottato regolamenti per la pesca della spada nell’Oceano Indiano, stabilendo limiti di cattura vincolanti per i membri.
Misure Regolamentari e Futuro della Pesca di Tonno
La riunione annuale del organismo regolatore, responsabile della pesca del tonno nell’Oceano Indiano, ha concordato di aggiornare le regole che regolano una delle specie più iconiche della regione: il tonno pinna gialla. Il rilassamento delle restrizioni sulla pesca è stato motivato dai risultati del corpo scientifico dell’IOTC, che ha concluso che le popolazioni di Thunnus albacares non erano né sovrasfruttate né attualmente soggette a sovrasfruttamento nell’Oceano Indiano. Questa valutazione era stata inizialmente formulata nel 2024, ma è stata oggetto di una revisione interna prima di essere accettata durante l’ultima riunione nelle Maldive. Alla riunione di maggio hanno partecipato delegati di paesi costieri dell’Asia, Africa e Oceania, nonché potenze della pesca oceanica come il Giappone e l’Unione Europea.
Ora, tali indicazioni scientifiche hanno dato origine a una ridefinizione delle regole di gestione, che ha provocato reazioni contrastanti. I conservazionisti invitano a un approccio prudente, sottolineando il lungo storico di sovrasfruttamento del tonno pinna gialla e le complessità nel monitorare e limitare l’eccessiva pesca. D’altra parte, i rappresentanti dell’industria hanno salutato la decisione, affermando che essa garantisce l’accesso a una delle più redditizie coltivazioni di tonno della regione.
L’incontro nelle Maldive ha visto i partecipanti concordare su una cattura totale ammissibile (TAC) e sulle quote per i membri contrattuali per il periodo 2027-2028. Così facendo, l’IOTC è diventato il primo organismo regionale di gestione della pesca (RFMO) a implementare sistemi di allocazione della cattura per tutte e tre le specie tropicali di tonno sotto la sua giurisdizione: tonno pinna gialla, skipjack e tonno bigeye.
L’IOTC aveva adottato il suo primo piano di ripristino per il tonno pinna gialla nel 2016, sulla base delle evidenze scientifiche che indicavano un sovrasfruttamento. Tali misure richiedevano la riduzione delle catture per favorire il ripristino delle popolazioni, senza però imporre alcun limite totale di cattura o definire un limite fisso per ciascun membro.
A dieci anni di distanza, con il comitato scientifico che ha concluso che lo stato del T. albacares è migliorato, le negoziazioni si sono concentrate sulla distribuzione delle opportunità di pesca. Holly Koehler, vicepresidente delle politiche e delle comunicazioni della nonprofit International Seafood Sustainability Foundation (ISSF), ha affermato che “la misura adottata rappresenta un passo avanti verso un approccio di gestione più stabile per il tonno pinna gialla dell’Oceano Indiano”. Tuttavia, ha anche espresso preoccupazioni riguardo al fatto che le potenziali catture consentite restano superiori ai livelli raccomandati dalla scienza.
La TAC fissata durante l’incontro è stata di 436.867 tonnellate metriche, mentre il comitato scientifico dell’IOTC aveva raccomandato livelli attorno a 421.000 tonnellate metriche. Diversi esperti hanno sottolineato che il valore inferiore raccomandato aumenterebbe le chance di un recupero sostenuto, diminuendo il rischio che i recenti progressi vengano annullati.
Il governo delle Maldive, che ha ospitato la riunione, insieme a nonprofit come Pew e ISSF, stanno spingendo per l’adozione di strategie di gestione che utilizzino simulazioni e modelli di scenari futuri. Questo approccio, secondo i sostenitori, risponderebbe in modo più efficace alle variazioni nello stato delle popolazioni ittiche e sarebbe meno vulnerabile a lotte politiche interne. La preparazione di un MSE per il tonno pinna gialla è già in corso e potrebbe essere adottata già il prossimo anno.
Inoltre, l’IOTC si è dimostrato preoccupato anche per la salute di specie di tonno approssimative come il pesce spada (Xiphias gladius), presente nelle acque dell’Oceano Indiano e anch’esso a rischio di sovrasfruttamento. La commissione ha introdotto misure gestionali che limitano le catture a 30.527 tonnellate metriche all’anno per il periodo 2026-2028.
Le politiche per ridurre il bycatch di squali e razze sono state ulteriormente definite. Le razze manta e devil sono particolarmente vulnerabili nelle coltivazioni di tonno. Nell’Oceano Indiano, dove l’attività di pesca è intensiva e la sorveglianza è debole, i loro habitat sovrappongono a quelli delle specie ittiche bersaglio. Fino ad ora, le squadre di pesca hanno avuto poco incentivo o formazione su come gestire queste creature marine. La vita di queste razze è caratterizzata da una maturazione sessuale tardiva e da lunghi periodi di gestazione.
L’IOTC ha stabilito linee guida per il loro trattamento e rilascio, al fine di ridurre la mortalità da bycatch. Nonostante progressi siano stati fatti, alcuni esperti hanno espresso preoccupazioni riguardo alla mantenimento di un’esenzione per i pescatori artigianali nel targetizzare le razze mobulidi, accompagnata da alcune misure volontarie meno efficaci.
Per ulteriori dettagli e informazioni in merito all’argomento, si possono consultare le fonti ufficiali come l’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF) e la Commissione dell’Oceano Indiano per il Tonno (IOTC).
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it