Riconoscere la reciprocità: un approccio indigeno sostenibile alla gestione forestale.
La scienziata e botanica Suzanne Simard è famosa per il suo fondamentale studio del 1997, nel quale ha dimostrato che due diverse specie di alberi possono condividere risorse. Questa scoperta ha stravolto il tradizionale pensiero forestale occidentale, portando a riconsiderare l’idea che gli alberi siano in competizione tra di loro. Al contrario, Simard ha aperto la strada all’idea che questi alberi possano sostenersi a vicenda e che le pratiche di disboscamento industriale possano trascurare la salute complessiva del bosco.
Negli ultimi anni, Simard ha sostenuto che le conoscenze indigene possono essere la chiave per salvare la Terra e le sue foreste. La reporter ambientale Erica Gies ha trascorso del tempo sul campo con Simard e i suoi collaboratori, esplorando il progetto più recente di Simard, il Progetto Madre Albero, che mira a trovare la forma di silvicoltura più sostenibile sia per le persone che per gli ecosistemi.
Il Progetto Madre Albero: un’Iniziativa Sostenibile
Gies si è unita a Mongabay Newscast per spiegare ciò che ha appreso da Simard e il motivo per cui sostiene le conoscenze e i sistemi indigeni, regolati da principi di reciprocità. La sua visione è radicalmente cambiata dopo aver letto la dissertazione dell’ecologa delle risorse ittiche Teresa Sm’hayetsk Ryan, ora collaboratrice di Simard.
“Ha realizzato che le persone sono anche una parte molto importante delle complesse relazioni forestali,” afferma Gies. “Questo è molto più vicino a una mentalità di reciprocità. Se prendi, devi anche restituire. C’è una responsabilità nel prendersi cura del sistema. Perché se no, e se ne sfruttiamo eccessivamente le risorse, sarebbe davvero facile morire di fame.”
