Ricollegare le foreste pluviali minacciate dell’Africa occidentale: una sfida cruciale per la biodiversità.

Un Corridoio Ecologico tra i Parchi Nazionali della Costa d’Avorio

Gli ambientalisti, in collaborazione con l’agenzia ufficiale dei parchi nazionali della Costa d’Avorio, stanno progettando la creazione di un corridoio ecologico che collegherà il Parco Nazionale di Taï con il Parco Nazionale di Grebo in Liberia. Questo progetto ha trovato supporto nel villaggio di Nigré, dove gli abitanti coltiveranno alberi autoctoni accanto alle loro colture per facilitare i movimenti degli animali. Tra le specie che beneficeranno di questo progetto c’è il bongo, un antilope che gioca un ruolo cruciale nella dispersione dei semi, essenziale per la rigenerazione della foresta.


NIGRE, Costa d’Avorio — Il villaggio di Nigré, situato nel sud-ovest del Paese, si trova in una regione caratterizzata da campi di riso e manioca, piantagioni di palme da olio e alberi di gomma che hanno sostituito le foreste un tempo presenti. Il capo villaggio, Djahi Bertin, e i suoi assistenti accolgono calorosamente un gruppo di scienziati, ambientalisti e ranger del parco in un edificio aperto nel cortile della sua residenza. In segno di ospitalità, gli ospiti vengono serviti fette di noce kola insieme a spezie e una selezione di bevande.

Bertin versa un bicchiere di vino a terra, simbolizzando l’unità della comunità: “Siamo di un solo pensiero.” Questo gesto sottolinea come, anche nel contesto della conservazione, sia fondamentale collaborare per il bene comune.


L’importanza della Biodiversità nel Parco Nazionale di Taï

Il villaggio non è lontano dal margine occidentale della Foresta di Taï, che con i suoi 5.000 chilometri quadrati rappresenta il più grande residuo intatto della foresta pluviale dell’Alto Guinea. Questa foresta, una volta estesa dall’estremo ovest dell’Africa, ha visto la sua area ridursi significativamente, con una perdita stimata del 90% negli ultimi cento anni. Durante un viaggio da Abidjan a Taï, è possibile osservare l’entità della deforestazione avvenuta nel Paese.

Tra gli ospiti del capo villaggio vi sono rappresentanti di ONG locali come l’Eburny Biodiversity Conservation (EBURCO) e Leadership for Conservation in Africa (LCA). Questi gruppi stanno collaborando con l’Ufficio Ivoriano dei Parchi e delle Riserve (OIPR) per proteggere Taï, sostenendo il lavoro dei ranger, monitorando la biodiversità e promuovendo il turismo sostenibile.


Il piano prevede anche di ottenere il supporto di Nigré per stabilire un corridoio ecologico che collegherà Taï con il vicino Parco Nazionale di Grebo, a soli quattro chilometri di distanza. Questo corridoio consentirà agli animali di muoversi liberamente tra i due parchi. Si prevede di piantare alberi della foresta in piccole porzioni delle fattorie locali, creando un mosaico di boschi e campi che possa favorire il passaggio degli animali, in particolare degli elefanti di foresta e dei bonghi.

Il presidente di EBURCO, Christine Kouman, sottolinea l’importanza del coinvolgimento attivo della comunità. A Nigré, residenti e agricoltori hanno espresso interesse a partecipare a progetti di riforestazione che prevedono la coltivazione di alberi autoctoni in cambio di benefici economici. Questo approccio non solo contribuirà alla preservazione dell’ambiente, ma offrirà anche alternative di sostentamento agli abitanti, riducendo la pressione sulla foresta.


La situazione attuale della fauna selvatica è complessa; il parco ospita almeno 14 specie diverse di ungulati, senza contare che molti di essi sono illegalmente cacciati per soddisfare la domanda di carne di bushmeat. La presenza di bonghi, ad esempio, è fondamentale per il ripristino dell’ecosistema: nutrendosi di foglie e frutti, queste creature contribuiscono alla dispersione dei semi, influenzando l’equilibrio della foresta. Il coordinatore del Bongo Initiative, Tommy Sandri, evidenzia come il corridoio ecologico non solo aiuterà il bongo, ma favorirà anche la biodiversità complessiva della regione.

Nel corso degli anni, il lavoro di polizia del parco ha contribuito a ridurre la caccia illegale. Il capitano Koné Sindou dell’OIPR ha affermato che, nonostante i cacciatori siano ancora attivi, il livello di attività illegale è diminuito grazie ai loro sforzi. Ci sono esempi di cacciatori che hanno persino deciso di consegnare le loro armi, un segno positivo rispetto alla direzione intrapresa dalla comunità.


Il capo Bertin è positivo sul futuro del progetto e sull’idea di un corridoio ecologico. La comunità di Nigré è pronta a collaborare per la creazione di un ambiente naturale sostenibile, riportando alla memoria tradizioni di conservazione che affondano le radici negli anni ‘90. In cambio della partecipazione a progetti di riforestazione, gli abitanti sperano di sviluppare attività complementari come l’allevamento di pollame, pesci e suini, migliorando ulteriormente le loro condizioni di vita.

Con una simile visione, il progetto del corridoio ecologico non solo porterà benefici alla biodiversità della Costa d’Avorio, ma potrà anche fungere da modello per altre comunità in Africa e nel mondo. La collaborazione tra comunità locali e organizzazioni ambientaliste è fondamentale per garantire un futuro sostenibile.

Fonte: OIPR, EBURCO, LCA.

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Luigi Salemi: