Vederne uno attraversare una strada, aggirarsi in un giardino o cercare cibo tra le foglie può sorprendere, soprattutto se si vive in città. Eppure i ricci europei si sono adattati sempre più agli ambienti urbani, dove trovano giardini, aree verdi, cespugli e piccoli rifugi. La loro presenza, però, li espone anche a numerosi pericoli: automobili, cani, giardini poco sicuri, pesticidi e pozze d’acqua dalle quali possono non riuscire a uscire.
La prima regola, quindi, è semplice: non sempre un riccio ha bisogno del nostro intervento. Se appare vigile, si muove normalmente e non presenta ferite evidenti, è spesso meglio osservarlo senza cercare di catturarlo o portarlo via.
Quando intervenire e quando lasciarlo libero
Un riccio che cammina tranquillamente di sera o durante la notte, annusa il terreno e cerca insetti è generalmente impegnato nelle sue normali attività. Non bisogna prenderlo in braccio soltanto perché lo si incontra in un luogo insolito.
Diverso è il caso di un animale trovato ferito, sanguinante, molto debole, immobile per lungo tempo, con difficoltà a respirare o incapace di raggomitolarsi. Anche un riccio trovato in pieno giorno non deve essere automaticamente considerato in difficoltà: una madre può essere in cerca di cibo oppure l’animale può essere stato disturbato. Tuttavia, se appare confuso, debilitato o resta esposto senza reagire, è opportuno chiedere consiglio a un centro di recupero della fauna selvatica o a un veterinario.
Particolare attenzione va prestata ai cuccioli. Se si trova un piccolo riccio apparentemente solo, non bisogna portarlo immediatamente a casa: potrebbe esserci una madre nelle vicinanze. Prima di intervenire è meglio contattare un esperto e seguire le sue indicazioni.
Acqua sì, latte e cibo sbagliato no
Nei periodi più caldi e secchi, soprattutto in città, lasciare a disposizione una ciotola bassa di acqua fresca può essere un aiuto concreto. La ciotola deve essere stabile e non troppo profonda, per evitare che l’animale possa cadere dentro e non riuscire a uscire.
Se si decide di offrire del cibo a un riccio che frequenta il giardino, è importante evitare rimedi casalinghi potenzialmente dannosi. Il latte, in particolare, non va somministrato, perché può provocare problemi digestivi. Anche pane, dolci, alimenti salati o cibi conditi non sono adatti.
Molto più importante, comunque, è creare un ambiente nel quale il riccio possa trovare naturalmente insetti e piccoli invertebrati. Evitare pesticidi e prodotti chimici nel giardino significa proteggerlo direttamente e, allo stesso tempo, preservare le sue fonti naturali di alimentazione.
Un altro pericolo spesso sottovalutato sono reti, tombini, piscine e contenitori pieni d’acqua. Controllare periodicamente il giardino e lasciare piccoli punti di uscita da eventuali vasche può evitare incidenti.
Aiutare un riccio non significa necessariamente prenderlo e portarlo via. Nella maggior parte dei casi significa rendere più sicuro l’ambiente in cui vive, lasciargli acqua quando necessario e intervenire soltanto davanti a una situazione realmente problematica. E quando c’è un dubbio, la scelta migliore è chiedere consiglio a chi si occupa di fauna selvatica: un intervento sbagliato, anche se fatto con le migliori intenzioni, può essere più dannoso del non intervenire.