Dopo la scoperta di una rete idrica totalemnete abusiva gestita dalla mafia allo Zen 2, il Comune di Palermo corre ai ripari. Ma facciamo un passo indietro. La rete idrica parallela, completamente indipendente dall’Amap, gestita dalla mafia, forniva acqua corrente bypassando il controllo dell’azienda pubblica. La situazione, emersa da indagini giornalistiche e confermata dall’amministratore unico di Amap, Giovanni Sciortino, rivela danni economici stimati in circa cinque milioni di euro e apre la strada a un piano di ripristino della legalità.
L’acqua non contabilizzata e il buco economico
Secondo Sciortino, ogni anno 1,5 milioni di metri cubi d’acqua vengono immessi nella rete dello Zen 2, ma senza alcun contatore presente nei padiglioni. “Di conseguenza, l’azienda non riceve alcun pagamento”, ha spiegato. La mancanza di misurazioni significa che l’Amap non ha alcuna possibilità di fatturare il consumo, generando un buco economico considerevole per l’azienda pubblica.
“Non possiamo fare contratti allo Zen 2 – ha aggiunto Sciortino – la rete non appartiene all’Amap, quindi eventuali guasti non possono essere riparati dall’azienda”. Una situazione nota da anni, ma difficile da sanare, che lascia il quartiere privo di un regolare servizio pubblico.
La rete parallela costruita dalla mafia
Le indagini giornalistiche e le immagini raccolte dal Giornale di Sicilia hanno confermato che le condutture parallele sono state costruite negli anni e controllate da Cosa Nostra. I tubi corrono sotto il quartiere come vene sotterranee: attraversano i padiglioni e raggiungono ogni abitazione. Molti tratti sono marci, rattoppati e sostenuti da staffe consumate, con un rischio concreto di crolli anche minimi.
Intorno ai tubi, centinaia di fili elettrici abusivi si intrecciano con pochi contatori ufficiali, dimostrando come la criminalità organizzata abbia il completo controllo dei servizi essenziali del quartiere. Il sistema parallelo alimenta autoclavi e cisterne domestiche, aggirando completamente la gestione pubblica. “Un sistema costruito negli anni e controllato dalla mafia, che si fa pagare per erogare l’acqua corrente”, si legge nel reportage del Giornale di Sicilia.
Obiettivo: riportare la legalità nello Zen 2
Per ripristinare la legalità, l’Amap ha presentato un piano operativo al tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza coordinato dal prefetto di Palermo, Massimo Mariani. L’obiettivo è ricostruire gli allacci regolari delle utenze, sottraendo il controllo della rete idrica alla criminalità. Il sistema parallelo ha garantito profitti per centinaia di migliaia di euro a Cosa Nostra e, in particolare, alla famiglia Lo Piccolo, attraverso estorsioni e intimidazioni verso gli abitanti del quartiere.
La ricognizione della rete idrica
Il primo passo dell’Amap sarà una ricognizione dettagliata della rete stradale e dei tubi di allacciamento. Una volta mappata e consegnata formalmente all’azienda, sarà possibile intervenire con lavori urgenti e manutenzione ordinaria. Allo Iacp, titolare della rete idrica ufficiale, spetterà il compito di finanziare interventi straordinari e di estensione della rete.
Solo successivamente si potranno realizzare gli allacci ufficiali, assegnati esclusivamente alle famiglie con reale diritto a risiedere nei padiglioni dello Zen 2.