Rete di sostegno tra pari migliora il benessere delle donne nella conservazione in Asia sudorientale.
Il Caso di Jessa Cabaay e la Rete di Donne (NOW)
Jessa Cabaay, impegnata nella conservazione marina nelle Filippine, si è spesso trovata a essere l’unica donna in riunioni con stakeholder. Questa solitudine le ha provocato ansia e insicurezze, soprattutto quando sentiva che la sua credibilità veniva messa in discussione. “Spesso i membri delle comunità di pescatori con cui lavoravo erano più anziani e uomini e non mi ascoltavano,” racconta Cabaay, descrivendo una serie di incontri in cui cercava di discutere aree marine protette (AMP).
Da quando è diventata manager tecnica di Community Centered Conservation (C3), un’organizzazione no-profit filippina, ha compreso quanto il dubbio nei suoi confronti riflettesse convinzioni culturali più ampie che relegano le donne a ruoli domestici piuttosto che professionali. “Le aspettative sono che come donna tu debba seguire, non puoi guidare,” afferma Cabaay. Manca di colleghe femminili a cui rivolgersi per supporto e consigli, perciò ha dovuto affrontare molte delle sue sfide professionali da sola.

