Renato Moraes de Jesus: Un Pioniere della Restaurazione della Foresta Atlantica
Renato Moraes de Jesus ha avuto un ruolo cruciale nella trasformazione della Riserva Naturale Vale in Espírito Santo, rendendola un centro di riferimento per la conservazione, la ricerca e il ripristino della Foresta Atlantica. Nel corso di oltre trent’anni, ha creato collezioni scientifiche, laboratori e programmi di ricerca a lungo termine, proteggendo quasi 23.000 ettari di foresta. Ha anche contribuito alla progettazione del ripristino della Fazenda Bulcão e del programma tecnico che ha dato vita all’Istituto Terra. Le sue metodologie pratiche e la formazione di nuovi esperti sono state fondamentali per garantire la continuità dei progetti di riforestazione.
Un Inizio Difficile
Nel 1977, un giovane ingegnere forestale si è trasferito in un’area trascurata della Foresta Atlantica nel nord di Espírito Santo. La proprietà era stata acquistata da una compagnia mineraria per l’estrazione di legno pregiato utilizzato in travi ferroviarie. Duecento ettari erano già stati abbattuti e alcuni esperti suggerivano di continuare la deforestazione o sostituire gli alberi con eucalipti.
Il nuovo arrivato si trovò di fronte a una mancanza di infrastrutture e a un’assenza di piani per l’utilizzo del terreno. Si trasferì in una casa in rovina all’interno della foresta e, di notte, sentiva gli animali muoversi sul tetto; i presunti fantasmi in realtà erano opossum. Una delle sue prime ambizioni era quella di ottenere un telefono funzionante.
Sviluppo della Riserva Naturale Vale
Renato Moraes de Jesus, scomparso il 23 maggio all’età di 74 anni, ha trascorso più di trent’anni nella proprietà di Linhares, che è diventata la Riserva Naturale Vale, un importante centro di ricerca e ripristino per la Foresta Atlantica. Dennis ha svolto un ruolo essenziale nella protezione di quasi 23.000 ettari di foresta, ha fondato collezioni biologi e laboratori, ha invitato scienziati a lavorare nella riserva e ha sviluppato metodologie per il ripristino degli alberi nativi in terreni danneggiati da miniere, strade e industrie.
La compagnia mineraria non fornisce istruzioni precise, quindi Renato ha scelto di concentrarsi sulla prevenzione di incendi e cacce, sulla documentazione delle specie forestali e sull’applicazione delle conoscenze acquisite a terreni danneggiati in altre aree. Con una certa ironia, affermò che la compagnia lo aveva “dimenticato” a Linhares, e questa limitata attenzione gli conferì libertà.
Negli anni iniziali, Renato si trovò ad affrontare una realtà difficile e talvolta pericolosa. L’area era nota per la violenza sociale, e durante riorganizzazioni dovette licenziare molti operai. C’era anche chi lo minacciava di morte e, quando fu incaricato di gestire un mulino, dovette affrontare furti e un approvvigionamento poco trasparente. Era diretto, impaziente e disposto a farsi nemici.
Inizialmente, nella riserva non c’era stata molta ricerca scientifica, ma Renato iniziò a raccogliere campioni, corrispondere con tassonomisti e invitare ricercatori a studiare la foresta. Nel tempo, la riserva acquisì un erbario, collezioni di semi e legno, un laboratorio, una stazione meteorologica e un vivaio di piante native. Entro il 2001, affermò che erano state registrate oltre 2.000 specie vegetali.
Una Visione a Lungo Termine
Moraes de Jesus credeva nella necessità di documentare chiaramente ogni progetto di ricerca. Poiché gli esperimenti in foresta possono durare decenni, anche oltre le carriere degli scienziati che li iniziano, era essenziale che altri potessero recuperare le tecniche, i dati e gli obiettivi di ogni progetto. Se i dirigenti avessero proposto di ridurre il budget per la ricerca, Renato si offerse di rinunciare al proprio stipendio, sottolineando che il suo lavoro era già documentato e che la conservazione delle informazioni era più importante.
La sua passione per la foresta era iniziata a Rio de Janeiro, dove crebbe su Ilha do Governador, in una famiglia di sei figli. Le avventure raccontate nei film sull’arcadia canadese lo influenzarono, spingendolo a immaginare una vita tra gli alberi. Dopo aver conseguito la laurea presso l’Università Federale Rurale di Rio de Janeiro nel 1975, si unì al progetto RADAM, che creava le prime mappe delle risorse naturali dell’Amazzonia.
Durante la sua carriera, Renato si dedicò al ripristino della foresta nativa, raccogliendo semi, campioni e osservazioni sul campo per creare una base di dati per la riforestazione. La sua metodologia si basava sull’apprendimento pratico: piantare alberi era solo la fase iniziale; il ripristino richiedeva un impegno a lungo termine.
Le sue idee si espandettero ulteriormente quando, alla fine degli anni ’90, Lélia Wanick Salgado e Sebastião Salgado gli chiesero aiuto per ripristinare la Fazenda Bulcão in Minas Gerais. Qui, Renato progettò strategie di piantagione e organizzò la produzione di semi nativi.
Innovazione e Sostenibilità
Riconobbe l’importanza delle foreste native gestite commercialmente come strumento di finanziamento per la restaurazione. Progetti di questo tipo richiedevano una rete di viveiro, personale qualificato, forniture di semi e mercati di legname. Collaborò con Symbiosis per inaugurare piantagioni di alberi per la produzione di legname sostenibile.
Le cifre sulle piantagioni di milioni di giovani alberi native attribuite a Renato variano, ma il suo contributo si evidenzia nelle infrastrutture, nei programmi di ricerca e nei metodi di rinvigorimento che ha aiutato a stabilire.
Completò il dottorato all’Unicamp nel 2001, analizzando gli effetti ecologici e la sostenibilità economica di diversi livelli di rimozione della foresta. Ricevette premi per il suo lavoro, ma mostrò più interesse per i progetti stessi che per i riconoscimenti.
Alla fine di un’intervista orale sulla sua vita, quando gli fu chiesto di lasciare un messaggio, Renato rispose con semplicità: “Grazie, Linhares; tutto qui”.
Fonti ufficiali:
- Mongabay Conservation News
- Istituto Terra
- Crea-ES
Questi riferimenti forniscono un ulteriore approfondimento sul lavoro e la filosofia di vita di Renato Moraes de Jesus.
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