Un sondaggio presentato da Alessandra Ghisleri durante il convegno sulla riforma della giustizia organizzato dalla Fondazione Lauro Chiazzese a Villa Igiea, Palermo, mostra un quadro incerto ma con un leggero vantaggio per il sì.
Sondaggio: sì al 50,7%, affluenza stimata al 31-35%
Secondo i dati illustrati da Ghisleri, il sì alla riforma si attesterebbe al 50,7%, mentre il no raggiungerebbe il 49,3%. La partecipazione prevista, invece, sarebbe molto bassa, tra il 31% e il 35%, segnalando come i cittadini percepiscano la questione giudiziaria come lontana dalla quotidianità.
Confronto tra sostenitori del sì e del no
Al convegno hanno partecipato quattro esponenti del sì e quattro del no. Tra i sostenitori della riforma, era presente il ministro della Giustizia Carlo Nordio, mentre tra i contrari figurava il leader del M5S Giuseppe Conte.
Nordio ha sottolineato che, in caso di vittoria del sì, sarà possibile aprire un tavolo di confronto con opposizione, magistratura e avvocatura per le leggi di attuazione: «Il nuovo Csm verrà composto secondo i criteri della nuova riforma; in caso contrario, ci adegueremo alla volontà popolare senza effetti sul governo».
Le repliche del no e il tema della separazione delle carriere
Giuseppe Conte ha risposto criticando la gestione parlamentare della riforma: «Perché non ci avete fatto discutere della riforma in Parlamento, mortificandolo? La separazione delle carriere riguarda solo lo 0,4% dei passaggi, eppure si vuole modificare la Costituzione con un passaggio blindato».
Nordio: autonomia della magistratura e lotta ai correntismi
Il ministro Nordio ha ribadito la necessità di autonomia della magistratura: «Sono stanco di sentir dire che un giorno questa cosa potrebbe cambiare. Il problema oggi è che per raggiungere incarichi apicali serve un aggancio correntizio».
Conte, dal canto suo, ha ricordato le sue vicende giudiziarie durante il Covid e ha accusato il governo di voler rendere la giustizia «non domestica, ma addomesticata». Ha inoltre difeso l’uso delle intercettazioni: «Senza intercettazioni non avremmo scoperto concorsi truccati come nel caso Cuffaro».
Il sondaggio conferma una situazione di equilibrio tra sì e no, con una partecipazione bassa che potrebbe influire sull’esito finale. La riforma della giustizia resta quindi uno dei temi più discussi e controversi della politica italiana, tra critiche sul merito delle modifiche e sul metodo con cui sono state proposte.