Un nuovo rapporto mette in guardia sui pericoli rappresentati dalla criminalità e dalla militarizzazione nei territori indigeni dell’Amazzonia.
I pericoli per le comunità indigene
Pubblicato in vista del Forum Permanente delle Nazioni Unite sulle Questioni Indigene (UNPFII) che si svolge questa settimana a New York, il rapporto evidenzia come i gruppi indigeni subiscano gravi danni a causa dell’accesso limitato a risorse naturali fondamentali e delle conseguenze sanitarie legate all’inquinamento da estrazione mineraria. Inoltre, il documento, redatto da Amazon Watch, un’organizzazione statunitense che si occupa dei diritti indigeni, mette in luce l’impatto negativo sulla governance statale e comunitaria.
Le organizzazioni criminali, come il Comando Vermelho (CV) e il Primeiro Comando da Capital (PCC) in Brasile, e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) in Colombia, hanno sostituito o indebolito la governance statale nella regione. Il rapporto indica che in almeno due terzi dei municipi della Pan-Amazzonia, questi attori criminali “imporre sistemi di controllo sociale ed economico sulle comunità”.
Implicazioni della criminalità sui territori indigeni
La presenza di gruppi criminali nei territori indigeni ha portato a sfollamenti, degradazione ambientale, contaminazione da mercurio dovuta all’estrazione mineraria, insicurezza alimentare e altre minacce. Questi gruppi sono spesso implicati in crimini illeciti interconnessi, come l’estrazione illegale d’oro e il traffico di droga. Le attività criminose, secondo il rapporto, sono direttamente collegate a mercati globali altamente redditizi, causando danni generazionali a livello locale.
Ad esempio, nel Territorio Indigeno Munduruku in Brasile, la contaminazione da mercurio associata all’estrazione illegale d’oro ha inquinato fiumi e pesci. Gli abitanti locali segnalano che tale contaminazione ha portato a gravi problemi di salute, tra cui diarrea, paralisi infantile e difficoltà nello sviluppo.
“Queste attività modificano radicalmente i modi di vivere locali, incentrandosi sull’estrazione delle risorse”, ha affermato Rafael Hoetmer, autore del rapporto e direttore del programma per l’Amazzonia occidentale di Amazon Watch, in un messaggio a Mongabay. Le risposte del governo alla criminalità, come la militarizzazione o altre strategie repressive, possono aggravare i rischi già esistenti e non affrontare le cause profonde.
Hoetmer ha sottolineato che, con il giusto supporto, i popoli indigeni sono i più in grado di proteggere se stessi. “Dove l’organizzazione indigena è più robusta, c’è maggiore resilienza e capacità di contenere l’espansione.” Tuttavia, ha aggiunto che i funzionari governativi raramente sanno come collaborare con le comunità indigene per combattere il crimine organizzato, né hanno familiarità con l’integrazione delle conoscenze indigene nei loro sistemi. Sebbene ci siano stati alcuni progressi nelle strategie di monitoraggio combinate tra Stato e comunità indigene, mancano ancora meccanismi partecipativi e complementari.
Il ruolo cruciale dei popoli indigeni
I popoli indigeni sono considerati cruciali per qualsiasi soluzione di sicurezza volta a tutelare gli ecosistemi vitali per il futuro del clima e del pianeta. “Dunque, devono essere attori centrali, le cui voci devono essere incluse nelle discussioni internazionali su questi temi,” ha dichiarato Hoetmer.
Inoltre, Hoetmer ha evidenziato la prossima conferenza delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale come un’opportunità per includere le comunità indigene nelle discussioni “sul protocollo contro i crimini che colpiscono l’ambiente”. È fondamentale che le voci indigene siano ascoltate e integrate nelle strategie di protezione ambientale e sicurezza. La loro esperienza può offrire soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide che i territori amazzonici stanno affrontando.
Fonti ufficiali: Amazon Watch, United Nations Permanent Forum on Indigenous Issues.
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