La Prima Conferenza sulla Transizione dai Combustibili Fossili
La Prima Conferenza sulla Transizione dai Combustibili Fossili, tenutasi ad aprile 2026 in Colombia, ha pubblicato il suo rapporto finale il 23 giugno durante la London Climate Action Week. Questo processo, chiamato Santa Marta, nasce da un incontro tra 57 nazioni e ha come obiettivo quello di completare il framework di consenso dell’ONU riguardo al clima, piuttosto che sostituirlo. Lo SMP affronta la questione dei decenni di stallo diplomatico e propone cinque percorsi pratici per una transizione equa e ordinata lontano dai combustibili fossili. Questi percorsi richiedono una cooperazione internazionale più forte e un governo più efficace rispetto agli attuali standard.
Le scoperte chiave del rapporto, tra cui il trasferimento di finanziamenti e sovvenzioni dai combustibili fossili all’energia verde, sono state concordate da 57 paesi che formano la cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi”. Tuttavia, Colombia e Paesi Bassi, che hanno sponsorizzato il summit di aprile, sembrano essere già tornati a una linea di maggior sostegno ai combustibili fossili.
La London Climate Action Week e il Messaggio dell’ONU
La London Climate Action Week (LCAW) è iniziata a giugno, in un contesto caratterizzato da un’ondata di calore senza precedenti in Europa. In questa occasione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato un avvertimento forte: “Abbiamo appena vissuto gli undici anni più caldi mai registrati … e le temperature continueranno a salire. Londra non sta solo chiamando — sta cucinando”, ha dichiarato.
Secondo Guterres, “non possiamo continuare a puntare su un sistema basato sui combustibili fossili che alimenta sia la crisi climatica che quella energetica. Queste crisi hanno messo in luce i limiti di un modello di sviluppo obsoleto”. Ha descritto questo come il nostro “momento di scelta”, esortando i leader mondiali a cogliere l’opportunità di agire. Durante la LCAW, è stato lanciato il rapporto derivato dalla Prima Conferenza sulla Transizione dai Combustibili Fossili, un evento che ha riunito 57 paesi e ha tratto linee guida e strategie per una transizione rapida e pragmatica.
Il rapporto di 176 pagine delinea cinque percorsi per una transizione equa e veloce:
- Azione collettiva per una “transizione dai combustibili fossili attraverso partenariati globali”.
- Progressi globali accelerati tramite la diffusione della “filosofia di Santa Marta” per conseguire coerenza a livello sistemico.
- Sviluppo o rafforzamento di “piani nazionali e regionali” per allontanarsi dai combustibili fossili.
- Superare le dipendenze macroeconomiche legate ai combustibili fossili e affrontare le barriere finanziare.
- Allineare produttori e consumatori verso bilanci commerciali decarbonizzati.
Secondo la ministra colombiana dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, Irene Vélez Torres, “La consegna del Rapporto di Santa Marta alla Presidenza di COP30 segna un passo importante nell’affrontare la crisi climatica e l’insicurezza energetica. Questa è una conversazione da tempo difficile, che la Coalizione di Santa Marta ha deciso di affrontare in modo diretto.”
Nel 2015, l’Accordo di Parigi ha visto le nazioni concordare di limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5° Celsius rispetto ai livelli pre-industriali. Tuttavia, l’uso incessante di combustibili fossili e l’El Niño del 2023-24 hanno portato il pianeta oltre questo traguardo per la prima volta.
Uno degli aspetti critici del nuovo rapporto è il riconoscimento di una crisi climatica in rapida escalation, caratterizzata anche dall’imminente arrivo di un Super El Niño. Le nazioni sono ulteriormente influenzate da conflitti geopolitici, come la guerra tra Stati Uniti e Israele sull’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz. Anche i giacimenti di petrolio in calo stanno rappresentando un rischio significativo, necessitando investimenti di circa 570 miliardi di dollari all’anno per mantenere la produzione attuale.
Il rapporto lancia un avvertimento: “Il mondo non può continuare a finanziare le compagnie petrolifere mentre la gente comune paga il prezzo della crisi climatica,” ha dichiarato Sjoukje van Oosterhout, membro del Parlamento olandese.
Il Futuro della Transizione Energetica
Nonostante i progressi, è emerso che la Colombia, nazione ospitante della conferenza, potrebbe non aver beneficiato in modo significativo di questa iniziativa. Il panorama politico rimane complesso, con il nuovo presidente di destra Abelardo de la Espriella che ha proposto un’espansione delle pratiche di estrazione di combustibili fossili, come il fracking. Dall’altro lato, l’ex candidato Iván Cepeda ha sostenuto la necessità di abbandonare queste tecniche obsolete.
Andrés Gómez, coordinatore per l’America Latina dell’Iniziativa per un Trattato sui Combustibili Fossili, ha espresso preoccupazione per il fatto che la Colombia stia continuando a investire in combustibili fossili nonostante la sua vulnerabilità alla crisi climatica. Il paese possiede solo lo 0,1% delle riserve globali di petrolio e ha già esaurito la maggior parte delle risorse facilmente accessibili.
Vanuatu ha già annunciato che, insieme all’Irlanda, co-ospiterà la prossima conferenza sulla transizione dai combustibili fossili nel 2027. Maina Vakafua Talia, ministro delle Affari Interni, Cambiamento Climatico e Ambiente delle Isole Salomone, ha sottolineato l’importanza di unire le forze per affrontare le sfide comuni della transizione energetica, accrescendo la cooperazione internazionale.
Il rapporto della conferenza di Santa Marta è essenziale per i leader globali e gli attivisti climatici, evidenziando che la transizione dai combustibili fossili richiede non solo un cambiamento energetico, ma anche una trasformazione economica, politica e sociale.
Fonti ufficiali:
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