Raccolta di nebbia: una soluzione alla scarsità d’acqua nel deserto di Atacama, Cile?

Innovazione nella lotta alla scarsità d’acqua in Cile

Le comunità che abitano nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi della Terra, stanno trovando modi creativi per affrontare la scarsità d’acqua. Tra queste soluzioni c’è la raccolta di gocce d’acqua dall’umidità presente nella nebbia. Gruppi locali costruiscono grandi strutture a rete che possono intercettare migliaia di litri di acqua ogni giorno, utilizzando le gocce di nebbia trasportate dal vento. L’acqua raccolta viene impiegata per bere e per coltivare frutta e verdura. Studi recenti hanno analizzato i fattori che possono aumentare i risultati della raccolta, come il livello del mare, la temperatura, la radiazione solare e la velocità del vento. Con ulteriori ricerche e supporto per progetti pilota, i ricercatori affermano che i governi locali potrebbero adottare questa strategia nei loro piani di gestione delle risorse idriche.

Il deserto di Atacama è riconosciuto come uno dei luoghi più secchi del mondo, con alcune aree che ricevono pioggia solo poche volte in un secolo, mentre altre non hanno mai registrato precipitazioni. In molte comunità rurali, le amministrazioni locali devono trasportare acqua da altre regioni o estrarla da pozzi profondi, ma queste soluzioni risultano spesso poco praticabili. Per risolvere questo problema, residenti e ricercatori stanno cercando metodi più innovativi per estrarre acqua dall’ambiente.


La raccolta della nebbia: una pratica millenaria

Negli anni, diverse comunità in tutto il mondo hanno sperimentato metodi per raccogliere umidità dalla nebbia. Ad esempio, nelle Isole Canarie, gli abitanti raccoglievano l’acqua che colava dagli “alberi fontana”, come ginepri e pini. In Oman, sono state costruite cisterne sotto gli alberi che raccoglievano le gocce d’acqua formate sulle loro fronde. La moderna tecnologia per la raccolta della nebbia ha avuto inizio negli anni ’60 in Sudafrica, dove i ricercatori hanno sviluppato schermi di plastica per “intercettare” le gocce d’acqua. Oggi, gran parte dei progressi è avvenuta nel nord del Cile, che è diventato un pioniere della raccolta della nebbia.

Orlando Rojas Figueroa, presidente del gruppo Atacama Fog Catchers, afferma che i “catturatori di nebbia” sono un’invenzione cilena. Nel 1987, la comunità di Chungungo ha installato un progetto composto da 100 raccoglitori di nebbia, in grado di fornire circa 33 litri di acqua pulita al giorno per i suoi 300 abitanti. Questa innovazione ha suscitato inizialmente incredulità, con alcuni che definivano i pionieri del progetto “persone pazze delle nuvole”. Con il tempo, però, le persone hanno iniziato a capire il valore di questa tecnica.


Sperimentando con raccoglitori di diverse dimensioni, i gruppi locali hanno scoperto che posizionare le strutture in cima a collina portava ai risultati migliori. Nel corso degli anni, sono riusciti ad arrivare a raccogliere fino a 1.400 litri di acqua al giorno, utilizzata per coltivare una varietà di prodotti, come patate, lattuga e diversi tipi di frutta. Oggi, parte dell’acqua raccolta viene anche venduta in bottiglie di vetro, contribuendo così all’economia locale.

Nel 2023, un gruppo di ricercatori ha avviato uno studio per valutare il potenziale di raccolta dell’acqua dalle nebbie nella comunità di Alto Hospicio, che ha storicamente fatto affidamento sulle falde acquifere. Hanno scoperto che la raccolta di nebbia ha il maggiore potenziale nelle aree rurali, a meno di un chilometro dai limiti di Alto Hospicio, in zone situate tra i 700 e i 1.100 metri sul livello del mare. I risultati indicano che sarebbe possibile raccogliere tra i 200 e i 4.900 litri d’acqua al giorno, se la comunità investisse in 1.000 metri quadrati di raccoglitori di nebbia.


Tuttavia, i ricercatori avvertono che i risultati possono variare molto e che sono necessari ulteriori studi per comprendere meglio il potenziale di questa pratica. L’obiettivo è integrare la raccolta di nebbia nelle strategie di gestione idrica della municipalità, ma questo richiede inizialmente il supporto di progetti pilota per sviluppare linee guida e comprenderne i potenziali benefici.

Virginia Carter, autrice principale dello studio e ricercatrice associata presso il Centro Deserto di Atacama, ha avviato un progetto di conservazione dell’acqua dolce, sostenuto dalla National Geographic Society. Questo progetto mira a creare una mappa della raccolta della nebbia nella regione e a fornire analisi scientifiche sui risultati ottenuti. Carter sottolinea l’importanza di rafforzare il ruolo della raccolta della nebbia nella politica idrica, con l’obiettivo di rendere questa risorsa d’acqua una priorità nell’agenda pubblica cilena.


In un’altra iniziativa comunitaria, l’ufficio del turismo e del patrimonio di Alto Hospicio ha condotto un’indagine sulla storia naturale e culturale della zona, identificando specie vegetali, come le Tillandsia, che dipendono dalla nebbia. Con il supporto del Centro Deserto di Atacama, sono stati installati quattro raccoglitori di nebbia in grado di raccogliere 7-10 litri d’acqua nei giorni di nebbia.

Questo progetto ha come obiettivo primario quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla raccolta della nebbia, mentre gli uffici del turismo organizzano visite agli impianti per i residenti e le scuole. In futuro, sperano di creare un centro di educazione ambientale e culturale legato all’ecosistema della nebbia, rendendolo anche un’attrazione turistica.

Per approfondire questi temi, ti invitiamo a consultare le seguenti fonti ufficiali: Fessehaye et al. (2013), Carter et al. (2025) e Klemm et al. (2012).

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Luigi Salemi: