Comportamento Aggressivo dei Foche a Cape Town
Cape Town, in Sudafrica, ha registrato 135 incidenti di aggressione da parte di foche nei confronti di esseri umani dal settembre 2021, compresi casi di ferite che hanno richiesto il ricovero in ospedale. I ricercatori sospettano che la causa di questi comportamenti aggressivi sia la rabbia, una malattia normalmente associata agli animali terrestri, che è stata riscontrata nelle foche del Capo (Arctocephalus pusillus). A partire da maggio 2024, sono stati confermati dei casi di rabbia in foche della costa del Capo Occidentale e del Capo Settentrionale, segnando un precedente storico: è la prima volta che il virus si stabilisce in una popolazione di mammiferi marini in tutto il mondo.
Oltre agli attacchi sulle persone, i ricercatori temono che la malattia possa diffondersi anche ad altri mammiferi marini, poiché le foche interagiscono frequentemente con diverse specie.
Il Caso di Debbie Hendrikz
Debbie Hendrikz, 49 anni, stava passeggiando lungo il suo abituale percorso costiero quando si è abbassata per fotografare una foca. Pur essendo abituata a interagire con questi animali, l’incontro è risultato inquietante. “È venuta dritta verso di me,” ha spiegato. “Ho capito subito che ero il suo bersaglio. Mi ha afferrato il braccio e ha morso con forza un braccialetto metallico che indossavo, salvandomi. Dovevo scappare e non farle afferrare i piedi nella sabbia morbida.”
Nonostante non avesse mai immaginato che un attacco del genere potesse avvenire, l’incidente ha segnato profondamente la sua vita. “È stata un’esperienza traumatica che mi ha lasciato scossa a lungo,” ha aggiunto.
Le foche solitamente non vedono gli esseri umani come prede, ma le aggressioni come quella vissuta da Hendrikz sono solo un esempio di una lista crescente di attacchi da parte di questi mammiferi marini a Cape Town. Secondo Gregg Oelofse, il gestore costiero della città, più della metà dei 135 incidenti hanno portato a ferite da morso, alcune delle quali hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva.
Alcuni esperti ritengono che questi episodi derivino da una malattia che di norma colpisce gli animali terrestri, ma che è stata riscontrata nelle foche del Capo. L’Istituto Nazionale per le Malattie Comunicatorie del Sudafrica (NICD) ha dichiarato che in precedenza nel mondo era stata segnalata solo raramente la presenza di rabbia nelle foche. Con la crescente incidenza di attacchi aggressivi a Cape Town, la questione della rabbia nelle foche diventa sempre più urgente.
Oelofse ha notato un cambiamento nel comportamento delle foche nel settembre 2021, quando si è verificato un primo attacco significativo a Miller’s Point, sulla costa occidentale. In due decenni, il suo team aveva registrato solo due casi simili.
La situazione ha innescato una serie di ricerche per capire come le foche avessero contratto la malattia e come fosse possibile fermarne la diffusione. I ricercatori sospettano che i fochi abbiano contratto la rabbia da morsi di canidi come i jackal, noti predatori di cuccioli di foche lungo la costa namibiana.
Prospettive per il Futuro delle Foche e della Rabbia
Un workshop scientifico tenutosi a Cape Town nel luglio 2025 ha portato a considerare che la rabbia è ora probabilmente endemica nelle foche del Capo e difficile da eradicare. I ricercatori si pongono domande riguardo al futuro di questo focolaio, chiedendosi se stia lentamente spegnendosi o se possa essere l’inizio di una diffusione più ampia verso altri mammiferi marini. Fino ad ora, la NICD ha confermato che la rabbia non è stata trovata in altre specie di mammiferi marini lungo la costa sudafricana.
Sebbene i segnali suggeriscano che il numero di nuovi casi stia aumentando lentamente, ciò ha reso il monitoraggio della situazione particolarmente complesso. La mobilità delle foche e la loro interazione con altre specie marine rappresentano una preoccupazione fondamentale per gli scienziati.
L’assenza di casi confermati di trasmissione della rabbia dalle foche agli esseri umani è altrettanto sorprendente. Oelofse ha sottolineato che, nonostante siano stati segnalati diversi morsi, nessuno dei mordenti ha sviluppato la malattia. Le ricerche in corso si concentrano su come e perché ciò possa avvenire, considerando fattori come il sale presente nella saliva delle foche e altre possibili variabili ambientali.
Per ora, le autorità raccomandano di mantenere le distanze dagli animali selvatici, monitorando da lontano il comportamento delle foche. Rimanere informati e prudenti è essenziale per evitare eventuali contagi e per proteggere la salute pubblica.
Per ulteriori informazioni ufficiali sulla rabbia e la salute animale, consultare l’Istituto Nazionale per le Malattie Comunicatorie del Sudafrica (NICD) NICD e il Dipartimento dell’Agricoltura, Riforma Agraria e Sviluppo Rurale del Sudafrica.
In sintesi, la situazione delle foche del Capo a Cape Town è complessa e in continua evoluzione. Mentre i ricercatori lavorano per comprendere meglio la diffusione della rabbia e le sue implicazioni, è fondamentale continuare a monitorare con attenzione il comportamento di questi animali e la loro interazione con l’uomo.
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