Rabia in Sudafrica: il virus colpisce dalle terre ai foche, allerta sanitaria.
Prospettive per il Futuro delle Foche e della Rabbia
Un workshop scientifico tenutosi a Cape Town nel luglio 2025 ha portato a considerare che la rabbia è ora probabilmente endemica nelle foche del Capo e difficile da eradicare. I ricercatori si pongono domande riguardo al futuro di questo focolaio, chiedendosi se stia lentamente spegnendosi o se possa essere l’inizio di una diffusione più ampia verso altri mammiferi marini. Fino ad ora, la NICD ha confermato che la rabbia non è stata trovata in altre specie di mammiferi marini lungo la costa sudafricana.
Sebbene i segnali suggeriscano che il numero di nuovi casi stia aumentando lentamente, ciò ha reso il monitoraggio della situazione particolarmente complesso. La mobilità delle foche e la loro interazione con altre specie marine rappresentano una preoccupazione fondamentale per gli scienziati.
L’assenza di casi confermati di trasmissione della rabbia dalle foche agli esseri umani è altrettanto sorprendente. Oelofse ha sottolineato che, nonostante siano stati segnalati diversi morsi, nessuno dei mordenti ha sviluppato la malattia. Le ricerche in corso si concentrano su come e perché ciò possa avvenire, considerando fattori come il sale presente nella saliva delle foche e altre possibili variabili ambientali.
Per ora, le autorità raccomandano di mantenere le distanze dagli animali selvatici, monitorando da lontano il comportamento delle foche. Rimanere informati e prudenti è essenziale per evitare eventuali contagi e per proteggere la salute pubblica.
