Il suo canto accompagna le giornate più calde dell’estate, ma la cicala è anche protagonista di una delle leggende più curiose del mondo animale: secondo una credenza molto diffusa, dopo aver cantato per tutta la stagione, alla fine del suo ciclo vitale sarebbe destinata addirittura a esplodere. La realtà, però, è molto diversa. E, soprattutto, la vita della cicala non si esaurisce affatto nelle poche settimane in cui la vediamo sugli alberi.
La maggior parte dell’esistenza di questi insetti si svolge infatti lontano dagli occhi. Dopo la riproduzione, la femmina depone le uova sui rami o nelle fessure della vegetazione. Quando le larve nascono, scendono nel terreno e vi trascorrono gran parte della loro vita, nutrendosi della linfa delle radici attraverso un apparato boccale specializzato.
La durata di questa fase dipende dalla specie. In molte cicale europee il periodo trascorso sottoterra può durare diversi anni, mentre alcune specie hanno cicli molto più lunghi. Le celebri cicale periodiche del Nord America, per esempio, rimangono sotto terra per 13 o 17 anni prima di emergere tutte insieme.
Una vita nascosta sottoterra
Quando arriva il momento dell’emersione, la larva esce dal terreno e si arrampica su un tronco, su un ramo o su un’altra superficie adatta. Qui avviene una delle trasformazioni più spettacolari: l’insetto abbandona la vecchia cuticola, cioè l’esoscheletro che non può più contenere il corpo in crescita, e diventa adulto.
È la classica scena delle estati italiane: sui tronchi si possono trovare le caratteristiche “exuvie”, cioè gli involucri vuoti lasciati dalla cicala dopo la muta. Poco dopo, l’adulto comincia la sua vita fuori dal terreno.
È in questa fase che il suo canto diventa protagonista. A emettere il caratteristico frinire sono soprattutto i maschi, che utilizzano particolari organi presenti sull’addome, chiamati timbali. Il suono serve principalmente ad attirare le femmine e può raggiungere un’intensità notevole.
La fase adulta, però, è relativamente breve rispetto agli anni trascorsi sotto terra. A seconda della specie e delle condizioni ambientali, può durare da alcune settimane a qualche mese.
No, la cicala non esplode
Ma allora da dove nasce la storia dell’esplosione?
Non esiste alcun meccanismo biologico per cui una cicala, arrivata alla fine della propria vita, esploda. È un mito. L’animale semplicemente invecchia e muore, come accade a tutti gli altri insetti.
A contribuire alla leggenda potrebbe essere il comportamento di alcune cicale che, nelle fasi finali della vita adulta, possono apparire immobili sui tronchi o sul terreno. Dopo la morte il corpo si deteriora rapidamente, soprattutto durante le alte temperature estive, ma non avviene nessuna esplosione.
C’è poi un altro equivoco legato alla cicala: spesso si pensa che viva soltanto per pochi giorni. Anche questo non è corretto. È vero che la fase adulta è relativamente breve, ma prima di raggiungere l’età adulta l’insetto può avere trascorso anni nel sottosuolo.
La cicala è quindi un esempio sorprendente di quanto possa essere ingannevole ciò che osserviamo in natura. Quello che per noi rappresenta il suo “spettacolo estivo” è soltanto l’ultima parte di un’esistenza molto più lunga e in gran parte invisibile. E quando il suo canto smette di sentirsi, non c’è nessuna esplosione finale: semplicemente, il ciclo della sua vita è arrivato al termine.