Quando la polizia è costretta a sparare a un cane: cosa dice la legge italiana
Negli ultimi anni la sensibilità giuridica verso gli animali è cresciuta notevolmente. Il Codice penale punisce infatti l’uccisione e il maltrattamento di animali senza necessità. Tuttavia, la legge riconosce che in situazioni eccezionali possa prevalere la tutela della vita e della sicurezza delle persone.
Anche la giurisprudenza ha più volte chiarito che, in presenza di un’aggressione reale e imminente, l’intervento dell’agente può essere giustificato dallo stato di necessità.
Le indagini dopo ogni episodio
Quando avviene un fatto del genere vengono quasi sempre avviati accertamenti interni e indagini della magistratura per verificare la dinamica, la reale pericolosità dell’animale e la correttezza dell’intervento.
Vengono analizzati filmati, testimonianze, referti veterinari e relazioni di servizio per capire se l’uso dell’arma fosse davvero inevitabile.
È proprio questo il punto centrale della legge italiana: l’abbattimento di un cane da parte della polizia non è vietato in assoluto, ma può avvenire soltanto in presenza di una necessità concreta, immediata e proporzionata al pericolo da affrontare.
