Vedere il proprio gatto infilarsi sotto il letto, dentro un armadio o in un angolo appartato della casa può preoccupare. In realtà, nascondersi è un comportamento assolutamente naturale per il felino e non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va. Il gatto, per sua natura, cerca luoghi sicuri nei quali poter riposare, osservare l’ambiente senza essere disturbato e allontanarsi temporaneamente da ciò che percepisce come eccessivo.
Il problema nasce quando il nascondersi diventa improvvisamente molto più frequente del solito, soprattutto se è accompagnato da altri cambiamenti. Un gatto che passa improvvisamente gran parte della giornata nascosto, mangia meno, gioca poco, evita il contatto o appare insolitamente aggressivo potrebbe infatti essere in una situazione di stress oppure avere un problema di salute.
Quando nascondersi è un comportamento normale
Avere a disposizione un rifugio tranquillo è importante per il benessere del gatto. Alcuni animali preferiscono dormire in luoghi appartati, altri scelgono punti sopraelevati dai quali controllare ciò che accade intorno a loro. Non è quindi necessario tirare fuori il gatto dal suo nascondiglio ogni volta che si allontana.
Al contrario, costringerlo a uscire può aumentare la sua paura. Se si è rifugiato perché qualcosa lo ha spaventato, la cosa migliore è lasciargli il tempo necessario per tranquillizzarsi.
Rumori improvvisi, ospiti in casa, bambini particolarmente vivaci, lavori di ristrutturazione, un trasloco o l’arrivo di un nuovo animale possono modificare temporaneamente il comportamento del gatto. Anche cambiamenti apparentemente insignificanti, come lo spostamento della lettiera o delle ciotole, possono creare disagio in un animale molto abitudinario.
Per aiutarlo è utile garantire sempre almeno un luogo nel quale possa sentirsi al sicuro. Una cuccia coperta, una scatola di cartone, un trasportino lasciato aperto o una zona sopraelevata possono diventare rifugi preziosi.
Quando il nascondersi può essere un campanello d’allarme
Se un gatto che normalmente è socievole comincia improvvisamente a isolarsi, è importante osservare anche il resto del suo comportamento. Una riduzione dell’appetito, cambiamenti nell’uso della lettiera, vomito, diarrea, difficoltà a muoversi, respirazione insolita, miagolii diversi dal solito o una maggiore irritabilità possono indicare un problema che merita l’attenzione del veterinario.
I gatti, infatti, tendono spesso a nascondere i segnali di malessere. Per questo un cambiamento comportamentale può rappresentare uno dei primi indizi che qualcosa non va.
Anche lo stress prolungato non dovrebbe essere sottovalutato. In una casa con più animali, per esempio, un gatto può sentirsi minacciato dalla presenza di un altro soggetto e cercare continuamente luoghi nei quali sottrarsi al contatto. In questi casi è importante distribuire adeguatamente le risorse, mettendo a disposizione più punti per il riposo, il cibo, l’acqua e le lettiere.
La regola più importante è quindi non forzare il gatto a socializzare. Bisogna lasciargli la possibilità di scegliere quando uscire e avvicinarsi, creando un ambiente prevedibile e tranquillo. Se però il comportamento è improvviso, persistente o associato ad altri sintomi, non bisogna attribuirlo semplicemente alla timidezza o al carattere: un confronto con il veterinario può aiutare a escludere prima di tutto una causa fisica.