Con il passare degli anni anche il cane cambia. Diventa magari più tranquillo, dorme più a lungo e ha meno voglia di correre o di affrontare passeggiate impegnative. Sono trasformazioni in parte fisiologiche, ma non tutto ciò che compare con l’età dovrebbe essere considerato semplicemente una conseguenza dell’invecchiamento.
Riconoscere per tempo i cambiamenti può aiutare a intervenire prima che un eventuale problema diventi più difficile da gestire. Nei cani anziani, infatti, controlli veterinari regolari diventano particolarmente importanti, anche quando l’animale apparentemente sta bene.
Dalla rigidità ai cambiamenti nel comportamento
Uno dei segnali più frequenti è una riduzione della mobilità. Il cane può avere difficoltà ad alzarsi dopo aver dormito, salire le scale, saltare in automobile oppure camminare per tragitti che prima affrontava senza problemi. Una certa lentezza può accompagnare l’età, ma dolore, rigidità persistente o difficoltà nei movimenti possono essere associati a problemi articolari e meritano una valutazione.
Anche il comportamento può cambiare. Un cane che diventa improvvisamente più irritabile, tende a isolarsi, appare disorientato oppure mostra una maggiore dipendenza dal proprietario non dovrebbe essere liquidato come semplicemente “vecchio”. Anche una riduzione dell’udito o della vista può modificare il modo in cui reagisce agli stimoli e renderlo più insicuro.
Da osservare anche eventuali variazioni dell’appetito, della sete, del peso, della frequenza con cui urina o delle abitudini intestinali. Cambiamenti persistenti possono essere il primo indizio di un problema di salute.
Più controlli e una quotidianità adatta all’età
Con l’avanzare dell’età può essere utile aumentare la frequenza dei controlli veterinari, così da intercettare precocemente eventuali alterazioni. Il veterinario potrà stabilire quali esami siano opportuni in base all’età, alla razza, alle condizioni generali e alla storia clinica del cane.
Anche la vita quotidiana può essere adattata. Le passeggiate non devono necessariamente scomparire: spesso è preferibile mantenerle, scegliendo però ritmi più tranquilli e distanze compatibili con le sue condizioni fisiche. In casa possono essere utili superfici che non facciano scivolare, una cuccia facilmente accessibile e un ambiente organizzato in modo da ridurre la necessità di affrontare scale o salti.
Alimentazione, peso corporeo, movimento e stimolazione mentale continuano a essere importanti anche nella terza età. Giochi semplici basati sull’olfatto e brevi attività possono mantenere attivo il cane senza sottoporlo a sforzi eccessivi.
Invecchiare, quindi, non significa necessariamente rinunciare alla qualità della vita. Significa soprattutto imparare a leggere i nuovi segnali del proprio animale e modificare le sue abitudini quando necessario. Un cambiamento graduale può essere normale; un cambiamento improvviso, marcato o persistente, invece, è sempre un buon motivo per parlarne con il veterinario.