Quando il cane invecchia: i segnali da non sottovalutare
Con l’avanzare dell’età può essere utile aumentare la frequenza dei controlli veterinari, così da intercettare precocemente eventuali alterazioni. Il veterinario potrà stabilire quali esami siano opportuni in base all’età, alla razza, alle condizioni generali e alla storia clinica del cane.
Anche la vita quotidiana può essere adattata. Le passeggiate non devono necessariamente scomparire: spesso è preferibile mantenerle, scegliendo però ritmi più tranquilli e distanze compatibili con le sue condizioni fisiche. In casa possono essere utili superfici che non facciano scivolare, una cuccia facilmente accessibile e un ambiente organizzato in modo da ridurre la necessità di affrontare scale o salti.
Alimentazione, peso corporeo, movimento e stimolazione mentale continuano a essere importanti anche nella terza età. Giochi semplici basati sull’olfatto e brevi attività possono mantenere attivo il cane senza sottoporlo a sforzi eccessivi.
Invecchiare, quindi, non significa necessariamente rinunciare alla qualità della vita. Significa soprattutto imparare a leggere i nuovi segnali del proprio animale e modificare le sue abitudini quando necessario. Un cambiamento graduale può essere normale; un cambiamento improvviso, marcato o persistente, invece, è sempre un buon motivo per parlarne con il veterinario.
