Proteste contro la centrale nucleare a Sakwa
Il 21 maggio, i residenti di Sakwa, nel sud-est del Kenya, si sono riuniti per protestare contro il piano del governo di costruire una centrale nucleare vicino alle loro abitazioni, lungo le sponde del Lago Vittoria. Questo lago, il più grande bacino di acqua dolce dell’Africa, è condiviso da Kenya, Uganda e Tanzania e ha un’importanza cruciale per le comunità locali.
Sakwa, situata nella Contea di Siaya, è storicamente abitata dalla tribù Luo e si trova in una delle zone più ecologicamente sensibili della regione. Ecco perché l’annuncio della costruzione di una centrale nucleare da 2.000 megawatt, reso noto dal presidente kenyano William Ruto durante la Conferenza Internazionale sull’Energia Nucleare nel marzo 2026, ha suscitato forti preoccupazioni.
Preoccupazioni ambientali e sociali
Ruto ha affermato che la costruzione della centrale nucleare inizierà nel 2027 e che si prevede che l’impianto inizi a generare energia entro il 2034, senza però alcuna informazione disponibile sul sito ufficiale della National Nuclear Power and Energy Agency (NuPEA). “Nessun paese al mondo ha mai raggiunto le proprie ambizioni di sviluppo senza un’energia adeguata e affidabile”, ha dichiarato Ruto, sottolineando il ruolo dell’energia nucleare come fonte a basse emissioni di carbonio, secondo le indicazioni delle Nazioni Unite.
Malgrado le affermazioni del presidente, le recenti proteste indicano che il sostegno della comunità locale non è così solido. Una petizione lanciata ad aprile ha raccolto oltre 400 firme prima di essere presentata a NuPEA e al governatore della contea. In questo documento, i cittadini esprimono preoccupazioni riguardo alla gestione dei rifiuti radioattivi, al timore di perdere le terre ancestrali e alla possibilità di essere sfollati.
Come riportato nella petizione, un possibile sfratto non avverrebbe in solitudine; tale situazione frammenterebbe le proprietà terriere delle famiglie allargate, interromperebbe i sistemi di successione e probabilmente innescherebbe controversie riguardo il risarcimento e il reinsediamento, sfide che il Kenya ha storicamente faticato a gestire in modo equo.
La presenza di una centrale nucleare vicino al Lago Vittoria, ecosistema di grande importanza per le comunità di pescatori, solleva ulteriore preoccupazione. Le comunità locali, che dipendono dal lago per la propria sussistenza, temono che possibili fughe radioattive o scarichi termici possano alterare l’ecosistema acquatico, interrompere i cicli di riproduzione dei pesci e introdurre contaminazione radioattiva nella catena alimentare.
Impatti sul sistema alimentare locale
Il lago e la sua straordinaria biodiversità sono già minacciati dal cambiamento climatico e dalle specie invasive. Secondo un rapporto recente del World Wide Fund for Nature (WWF), i Grandi Laghi d’Africa ospitano la più alta diversità di specie ittiche d’acqua dolce al mondo. Tuttavia, la presenza di specie invasive ha portato il Lago Vittoria a subire uno dei più significativi eventi di estinzione di vertebrati nella storia moderna.
Nonostante ciò, il Lago Vittoria è essenziale per i sistemi alimentari locali e l’economia, producendo oltre 800.000 tonnellate di pesce all’anno. I residenti temono che questi pesci possano diventare contaminati se i rifiuti provenienti da una centrale nucleare dovessero essere gestiti in modo non adeguato o in caso di un incidente. É fondamentale garantire che la salute del lago e delle comunità che ne dipendono venga preservata.
Le preoccupazioni espresse dai residenti e dalle organizzazioni locali sottolineano l’importanza di un dialogo aperto e onesto tra il governo e le comunità. È cruciale che vengano affrontate le problematiche legate alla sicurezza, alla gestione dei rifiuti e alla preservazione delle terre ancestrali. La sostenibilità ambientale deve rimanere al centro delle decisioni politiche, specialmente in aree così sensibili dal punto di vista ecologico come quelle circostanti il Lago Vittoria.
Per ulteriori informazioni sulle dinamiche relative all’energia nucleare in Kenya e le relative implicazioni sociali e ambientali, è possibile consultare fonti ufficiali come la National Nuclear Power and Energy Agency (NuPEA) o il World Wide Fund for Nature (WWF).
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