Promesse mancate per l’aria pulita in Sudafrica: pesanti conseguenze sulla salute pubblica



Le centrale a carbone del Sudafrica producono oltre la metà dell’elettricità del paese, ma gli abitanti delle zone circostanti le centrali e le miniere affrontano gravi problemi di salute legati all’inquinamento. Nonostante siano stati fatti sforzi per migliorare la qualità dell’aria, la situazione rimane critica. Studi condotti dal South African Medical Research Council (SAMRC) hanno dimostrato che inquinanti come PM10 e diossido di zolfo (SO₂) sono collegati a un aumento del rischio di mortalità e a problemi respiratori tra i residenti della Highveld Priority Area, un’area nota per la sua alta altitudine. Gli attivisti hanno intrapreso azioni legali per costringere il governo e i settori industriali a migliorare gli standard di emissione e a imporli rigorosamente.

Un’Ingiustizia Ambientale in Crescita

eMALAHLENI, Sudafrica — Elisabeth Moutloang, 49 anni, vive all’ombra della Duvha Power Station, una centrale a carbone da 3.600 MW di proprietà della Eskom, il fornitore nazionale di energia del Sudafrica. Tra la centrale e la sua comunità di Masakhane, situata a sud di eMalahleni, c’è una miniera di carbone dove ha lavorato vent’anni fa come addetta al controllo del peso, monitorando i veicoli carichi di carbone.

Ha lasciato quell’impiego dopo sette mesi, ma durante quel periodo ha sviluppato seri problemi polmonari, scoperti grazie a uno screening sanitario effettuato dalla miniera prima dell’assunzione e al momento della cessazione del lavoro.

“Quando ho fatto il controllo medico per il termine del mio contratto, mi hanno detto che avevo un foro nel polmone sinistro. Da quel momento ho cominciato ad avere problemi di sinusi e al torace. A un certo punto ho avuto la bronchite”, racconta Moutloang. “Pensavo di morire.” Grazie all’assicurazione sanitaria fornita dal suo datore di lavoro, è riuscita a ricevere le cure necessarie.


La sua storia non è unica nel contesto di eMalahleni (che significa “luogo di carbone”), situata nella provincia orientale del Mpumalanga, a 130 chilometri a est di Johannesburg. La città si trova nel cuore della Highveld Priority Area (HPA), un’area designata nel 2007 come prioritaria per affrontare l’inquinamento atmosferico, a causa della pessima qualità dell’aria.

Un recente rapporto del South African Medical Research Council ha fornito ulteriori prove scientifiche degli effetti negativi sulla salute derivanti dall’inquinamento atmosferico nella HPA. Le centrali a carbone di Eskom, che hanno ancor oggi una capacità di circa il 60% della rete elettrica del Sudafrica, sono tra le fonti principali di inquinamento nella zona.

Gli esperti sostengono che la debolezza delle normative sulle emissioni e la loro scarsa applicazione stiano causando malattie ai residenti, come Moutloang, e che la mancanza di azioni coordinate renda poco probabili gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030.


Azione Legale per una Maggiore Giustizia Ambientale

Rico Euripidou, coordinatore del supporto per le campagne presso groundWork, un’organizzazione no-profit ambientale, sottolinea come “siano passati 20 anni di inquinamento atmosferico che ha superato i nostri standard nazionali e internazionali”. L’industria del carbone impiega circa 85.000 persone e il Sudafrica è già soggetto a periodi di blackout a causa della scarsa generazione di energia, creando una pressione costante per continuare a utilizzare il carbone.

La ricerca sulla salute pubblica sta dando urgenza alla campagna per un’aria più pulita. In particolare, i livelli di inquinamento nelle aree prioritarie sono “pericolosamente alti”, come afferma Chantelle Howlett-Downing, coautrice del rapporto SAMRC. Questo studio ha rilevato legami significativi tra gli inquinanti atmosferici e la mortalità in Sudafrica. I residenti della HPA, a causa dell’inquinamento atmosferico, presentano un rischio maggiore di malattie respiratorie e cardiovascolari.

Elisabeth Moutloang ha stimato che la maggior parte dei 6.000 residenti di Masakhane abbia problemi respiratori o di sinusite. Il Vukani Environmental Movement (VEM) e groundWork hanno intrapreso azioni legali per ottenere un’aria più pulita e far rispettare i diritti sanitari degli abitanti. In un caso del 2022, il tribunale ha stabilito che i residenti hanno il diritto costituzionale di vivere in un ambiente sicuro.


Nel marzo 2025, il Ministero dell’Ambiente ha lanciato un nuovo Piano di gestione della qualità dell’aria per la HPA, con l’obiettivo di ridurre le emissioni industriali del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2019. Tuttavia, le critiche persistono riguardo alla fattibilità di questi obiettivi. “Non vedo come possano raggiungere questa riduzione”, dice Euripidou, sottolineando come sia necessario eliminare le esenzioni per l’Eskom.

John Mthembu, cofondatore del VEM, dichiara che le centrali e le miniere “stanno uccidendo la nostra gente per darci l’energia di cui abbiamo bisogno.” Vissuto nella zona di eMPumelelweni, ha notato un aggravarsi dei problemi di sinusite e mal di testa, che scompaiono quando lascia eMalahleni. La polvere presente nell’aria, amplificata dall’industria mineraria e dalle centrali elettriche, è un problema costante.

Le polveri fini sono una preoccupazione per la salute pubblica, in quanto possono penetrare nel flusso sanguigno e nel cervello, causando gravi problemi di salute a lungo termine, tra cui difetti congeniti nei neonati.


I residenti sono ben consapevoli della pericolosità dell’aria nella loro zona. Molti hanno paura di esprimere le proprie preoccupazioni riguardo a Sasol e alle malattie di origine ambientale. Le minacce e la violenza contro chi denuncia i problemi ambientali sono all’ordine del giorno. Molti, come Ephraim Maseko, un benzinaio di eMalahleni, convivono con problemi respiratori e attendono una possibilità di vivere in un ambiente più sano.

Questo quadro desolante mette in evidenza l’urgenza di affrontare le problematiche ambientali e la salute pubblica nel Sudafrica, specialmente nelle zone minerarie e industriali. Le iniziative legali e le campagne comunitarie sono passi fondamentali verso una maggior giustizia ambientale e sanitaria.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: