Il piano di sviluppo del governo del Bangladesh
Il governo del Bangladesh ha approvato un piano master per sviluppare il sottodistretto di Maheshkhali attraverso tre zone industriali. Questo progetto include un hub energetico con impianti di energia a carbone e gas naturale liquefatto (LNG) per un totale di 13 gigawatt, un porto profondo con terminal container e multipurpose, e una zona economica speciale. Lo sviluppo richiederà circa 37.000 ettari di terra nelle aree costiere di Maheshkhali e Matarbari, con il rischio di sfollare oltre 770.000 persone. Un impianto a carbone e un terminal marittimo hanno già causato lo sfollamento di 20.000 persone, acquisendo 1.141 ettari di terreni utilizzati principalmente per la produzione di sale, l’acquacoltura e la coltivazione di gamberi. Queste operazioni hanno avuto un impatto negativo su oltre 90.000 cittadini, lasciando molti senza mezzi di sussistenza e spingendo alcuni a rischiare la migrazione illegale verso l’Asia orientale in cerca di lavoro.
La tragica realtà della migrazione illegale
Per molti in Bangladesh, il giorno di Eid è tradizionalmente un momento di festa. Tuttavia, per Muhammad Gura Miya, questo giorno è diventato sinonimo di dolore. Nel 2025, il suo unico figlio è partito per cercare lavoro in Malesia e non è mai tornato. Gura Miya, residente di 65 anni nel sottodistretto di Maheshkhali, vive ora in uno stato di angoscia per la scomparsa del figlio. “Era la mia unica speranza e supporto. Non so dove sia, se è vivo o morto,” ha dichiarato Miya.
Questo è solo uno dei tanti casi. Decine di famiglie nella regione hanno perso i propri cari nel tentativo di migrare per lavoro. Un tragico incidente avvenuto il 14 aprile 2026 ha visto un’imbarcazione sovraffollata affondare nel Mare delle Andamane, con solo nove superstiti, mentre il resto dei passeggeri rimane disperso. I giovani, in particolare, stanno rischiando la vita per cercare opportunità, poiché i progetti basati sui combustibili fossili minacciano i loro mezzi di sostentamento tradizionali.
Uno studio sull’immigrazione irregolare ha indicato che Cox’s Bazar è diventato un nuovo hub per il traffico di esseri umani verso la Malesia. L’iniziativa di sviluppo integrato — che comprende un impianto di energia a carbone, un porto e due terminal di LNG — ha già causato lo sfollamento di 20.000 individui e ha lasciato migliaia di coltivatori di sale e gamberetti disoccupati.
Le dinamiche del mercato del lavoro sono così cambiate che molti giovani locali, privi di competenze tecniche, vengono attirasti dalla promessa di salari più elevati in altri Paesi. Eppure, questi viaggi portano spesso a tragiche sorti: dalla morte in mare all’imprigionamento in Myanmar o Thailandia, se non addirittura alla cattura da parte di trafficanti e contrabbandieri.
Impatto della costruzione sul lavoro e sulla pesca
Con il supporto della Japan International Cooperation Agency (JICA), il governo del Bangladesh ha lanciato progetti di sviluppo ambiziosi per la zona costiera sotto l’iniziativa Maheshkhali–Matarbari Integrated Development Initiative (MIDI), avviata nel febbraio 2024. Questa pianificazione richiede vaste aree di terra e si stima possa dislocare oltre 770.000 persone nelle aree di Maheshkhali e Matarbari.
Il rapporto di valutazione dell’impatto ambientale per il progetto dell’impianto di energia a carbone indica che l’acquisizione di terreni per la produzione di sale e l’acquacoltura potrebbe aggravare la povertà e le perdite economiche. Le evidenze dimostrano che mentre i residenti locali avevano trovato lavoro temporaneo durante la costruzione, sono stati poi esclusi dalle opportunità lavorative permanenti.
Purtroppo, le aspettative di formazione per i lavoratori locali non sono state mantenute, lasciando un vuoto nel mercato del lavoro e contribuendo a un aumento della disoccupazione. La pesca è un altro settore colpito, poiché le comunità locali, abituate a vivere di pesca e agricoltura, perdono non solo i terreni agricoli, ma anche le zone di pesca dovute alla costruzione e al transito di navi mercantili.
Nonostante consiglieri locali, come SM Abu Haider, affermino che le autorità hanno promesso un miglioramento delle condizioni lavorative attraverso programmi di formazione, queste promesse non si sono tradotte in realtà. Le spiagge e i fiumi, un tempo ricchi di pesce, ora sono in gran parte desolati, e molti pescatori farebbero qualsiasi cosa per tornare a guadagnarsi da vivere.
L’assenza di risorse e opportunità ha spinto, quindi, i giovani a cercare vie di fuga attraverso la migrazione irregolare, un fenomeno in crescita non solo nella regione di Maheshkhali ma in tutto il Bangladesh. Le famiglie colpite da questa crisi economica tendono a non riferire le sparizioni alle autorità, in cerca di soluzioni clandestine, il che complica ulteriormente la situazione.
Le storie di Tariqul Islam, giovane di Maheshkhali, che ha affrontato un terribile percorso di migrazione verso la Malesia, evidenziano la gravità della questione. Catturato e detenuto in Myanmar per un anno, la sua esperienza rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema molto più ampio legato alle dinamiche migratorie nella regione.
Il dramma umano associato a questa crisi è palpabile, e le soluzioni necessarie non si limitano solo alla costruzione di infrastrutture ma richiedono un approccio integrato che tenga conto della sostenibilità economica e sociale delle comunità locali.
### Fonti
– Rahman, A. (2020). “A Study on Irregular Migration from Bangladesh to Malaysia through the Bay of Bengal and the Andaman Sea.”
– Jewel, S. A. & Hasan, M. I. (2024). “Impacts of Construction Activities on Aquatic Environment: A Case of the Kohelia River, Moheshkhali, Cox’s Bazar.”
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