Resta a Palermo il processo a carico del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, imputato insieme al suo ex autista Roberto Marino per peculato, corruzione, falso e truffa.
A decidere sulla competenza territoriale è stato il presidente della terza sezione penale del Tribunale di Palermo, Fabrizio La Cascia. Galvagno era presente in aula ed è difeso dagli avvocati Ninni Reina, Antonia Lo Presti e Vittorio Manes. Marino è invece assistito dall’avvocato Salvatore Sansone.
La richiesta di trasferimento a Catania
La difesa del presidente dell’Ars aveva chiesto di trasferire il procedimento a Catania, sostenendo che proprio nel capoluogo etneo sarebbe stato commesso il primo e più grave dei reati contestati: il peculato legato all’uso ritenuto improprio dell’auto blu di servizio.
Il tribunale ha però stabilito che il processo dovrà proseguire a Palermo. Entrambe le difese hanno inoltre preannunciato eccezioni sulla utilizzabilità delle intercettazioni raccolte nell’ambito dell’inchiesta.
Processo rinviato al 5 novembre
Dopo la decisione sulla competenza territoriale, l’udienza è stata rinviata al prossimo 5 novembre, quando il procedimento entrerà nella fase successiva.
Al centro del processo ci sono le contestazioni mosse dalla Procura nei confronti di Galvagno e dell’ex autista, che dovranno ora essere esaminate nel corso del dibattimento. La permanenza del procedimento a Palermo consente dunque al tribunale del capoluogo siciliano di proseguire con gli accertamenti sulle accuse contestate agli imputati.