Presunto traffico illecito di rottami tra Trapani e Marsala: 20 indagati e sequestri

Un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di venti persone e al sequestro di sei automezzi, nell’ambito di una presunta attività illecita legata alla gestione e al traffico di rifiuti ferrosi tra le province di Trapani e Marsala.

L’inchiesta, avviata nel 2025 dalla polizia locale di Trapani, riguarda un presunto sistema di raccolta, stoccaggio e trasporto non autorizzato di rottami metallici.

Il sistema nel rione Cappuccinelli

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al centro dell’organizzazione ci sarebbe un’area pubblica del Comune di Trapani, nel rione Cappuccinelli, utilizzata per la raccolta di materiali ferrosi conferiti da terzi.

I rottami sarebbero poi stati caricati su automezzi con cassoni e trasportati verso un impianto situato a Marsala, gestito da una società attiva nel commercio di metalli.

Indagati e ipotesi di reato


Due persone risultano al centro dell’inchiesta con l’accusa di aver organizzato l’attività di raccolta e smistamento senza le necessarie autorizzazioni. Altri diciotto soggetti sono invece indagati per gestione non autorizzata di rifiuti.

Gli investigatori ipotizzano un sistema strutturato, che prevedeva l’utilizzo di mezzi, gru e bilance per la pesatura del materiale, oltre a una possibile attività di promozione del servizio tramite i social network, con tanto di prezzario per tipologia di rottame.

Blitz, perquisizioni e sequestri

Nel corso dell’operazione sono stati eseguiti sequestri per sei automezzi utilizzati nel trasporto dei rifiuti ferrosi, oltre a strumenti e attrezzature ritenute funzionali all’attività contestata.

Ulteriori perquisizioni sono state effettuate anche nell’impianto di destinazione dei materiali a Marsala e nella sede della società che lo gestirebbe.

All’operazione hanno partecipato agenti della Squadra Mobile, vigili del fuoco, tecnici di ARPA Sicilia e specialisti di informatica forense, con il supporto di un elicottero della Polizia di Stato e di droni per il monitoraggio delle aree interessate. Gli inquirenti stanno ora approfondendo i flussi di conferimento dei materiali e le eventuali responsabilità nella gestione dell’area pubblica utilizzata per la raccolta dei rottami.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà accertata solo in caso di eventuale sentenza definitiva.

Redazione: