Presidio allo Zen contro il racket delle case a Palermo
“Lo Zen ci riguarda – ha dichiarato Ferrandelli – e nessuno può girarsi dall’altra parte. Conosco le tantissime persone perbene che vogliono la normalità e io do l’esempio. Siamo qui in una funzione di presidio per scongiurare che qualcuno possa introdursi nell’appartamento e occuparlo abusivamente. Vogliamo anche alzare l’attenzione affinché ciascuno possa intervenire”.
Al fianco dell’assessore ci sono esponenti del mondo civico e politico, tra cui Costantino Visconti e Stefania Petyx. Proprio Petyx ha spiegato che il presidio proseguirà almeno fino all’installazione di telecamere di sorveglianza a tutela dell’immobile.
“Samo in quattro a difendere questa casa dalle occupazioni abusive – ha detto – a breve verranno installate le telecamere, ma fino a lunedì bisogna presidiare. Cerchiamo volontari per una staffetta: sarebbe bello che ci aiutasse la parte buona del quartiere, che per fortuna è tanta”.
L’iniziativa punta a lanciare un messaggio chiaro: le case popolari vengono assegnate secondo criteri stabiliti dalle istituzioni e non possono diventare oggetto di pressioni o intimidazioni. Un segnale di presenza dello Stato in un quartiere spesso associato a criticità sociali, ma dove – sottolineano i promotori del presidio – vive anche una comunità che chiede legalità e rispetto delle regole.
È importante sottolineare oggi, ancora una volta, il senso di responsabilità e la determinazione dimostrati dall’amministrazione comunale sul fronte dell’emergenza abitativa. L’assessore Ferrandelli ha scelto di presidiare personalmente l’immobile per impedirne l’occupazione. La sua presenza, insieme a quella di rappresentanti della società civile e del mondo accademico, testimonia un coinvolgimento autentico e corale della nostra comunità.
Il fatto che accanto alle istituzioni vi fossero anche docenti universitari, professionisti e volontari è un segnale importante: Palermo sa fare rete nei momenti delicati, unendo istituzioni e cittadinanza attiva nella difesa della legalità e dei diritti. Questo gesto non è soltanto simbolico, ma rappresenta l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che non intende voltarsi dall’altra parte di fronte a situazioni complesse. Siamo e saremo presenti, con fermezza e responsabilità.
È altrettanto importante sottolineare che l’abitazione in questione è stata riconsegnata spontaneamente al Comune da una famiglia. Si tratta di un segnale fondamentale: esiste una parte significativa della cittadinanza che collabora con le istituzioni e riconosce il valore della legalità e del rispetto delle regole. Questo è un patrimonio civico che va riconosciuto e rafforzato.
