Popolazione di squali bianchi in Sudafrica preoccupa i ricercatori per il suo calo.

Declino dei Soprani Predatori degli Oceani in Sudafrica

Le popolazioni di squali bianchi (Carcharodon carcharias) in Sudafrica stanno scomparendo, a causa principalmente delle attività umane, responsabili del crollo di questo predatore chiave per l’ecosistema marino. Questa è la risultanza di un’analisi condotta da un gruppo di scienziati e conservazionisti che hanno esaminato dati sulla distribuzione degli squali bianchi nelle acque sudafricane.

Un tempo considerato il polo di attrazione globale per gli squali bianchi, il Sudafrica ha visto un drastico calo delle popolazioni dai principali siti di aggregazione sulla costa occidentale dal 2018.


Impatto Umano e Minacce Naturali

Secondo Neil Hammerschlag, uno degli autori dello studio, l’analisi di dati storici e recenti racconta una storia preoccupante sullo stato della popolazione di squali bianchi in Sudafrica. Negli ultimi anni, i ricercatori si sono sforzati di spiegare l’apparente scomparsa quasi totale degli squali bianchi dall’area; alcuni esperti avanzano l’ipotesi che la popolazione si sia semplicemente spostata verso est.

Essendo un predatore marino di vertice, le uniche minacce naturali documentate agli squali bianchi sono rappresentate dalla predazione da parte di gruppi di orche (Orcinus orca). Studi recenti hanno rilevato che la pressione esercitata dalle orche potrebbe contribuire ai cambiamenti nella distribuzione degli squali. Tuttavia, è evidente che una porzione significativa del declino sia attribuibile all’impatto umano.


Un esempio di attività umana è il programma di controllo letale degli squali bianchi gestito dall’KwaZulu-Natal Sharks Board (KZNSB) per garantire la sicurezza delle spiagge. Tra il 1978 e il 2018, quest’ente ha registrato una media di 28 decessi di squali bianchi all’anno a causa delle reti e dei dispositivi di cattura. Gli squali sono inoltre catturati come cattura accidentale nella pesca demersale con lunghe linee da pesca. Complessivamente, tali attività umane potrebbero causare in media 44 morti di squali bianchi all’anno, rappresentando tra il 5% e il 10% dell’intera popolazione.

Con una popolazione stimata tra 500 e 1.000 esemplari, questa situazione non è sostenibile. Il biologo marino Enrico Gennari, coautore dello studio, ha dichiarato che una riduzione di una parte così significativa del numero di squali bianchi non può continuare senza gravi conseguenze per l’ecosistema marino.


Il Valore degli Squali Bianchi per la Conservazione e il Turismo

Negli ultimi 30 anni, gli squali bianchi hanno generato un valore di circa 240 milioni di dollari in ambito di conservazione e turismo. Nel 1991, il Sudafrica è diventato il primo paese al mondo a proteggere legalmente la propria popolazione di squali bianchi, richiedendo una gestione precauzionale della specie. Questa approccio implica che debbano essere adottate misure per prevenire il degrado degli ecosistemi, anche in assenza di certezza scientifica completa.

Neil Hammerschlag ha esortato a considerare seriamente i dati attuali, avvertendo che se l’interpretazione delle informazioni è corretta, il risultato dell’inazione potrebbe essere catastrofico. I ricercatori raccomandano al governo sudafricano di ridurre le fonti di mortalità dovute all’attività umana per evitare una possibile estinzione locale. Gennari suggerisce l’aggiornamento delle linee guida della pesca per proteggere meglio le specie a rischio, inclusi gli squali bianchi.


Il Dipartimento della Foresta, Pesca e Ambiente del Sudafrica non ha risposto alla richiesta di commento inviata da Mongabay entro il termine di pubblicazione. È essenziale che le autorità competenti riconoscano il problema e agiscano per riequilibrare l’ecosistema marino, garantendo così la protezione di questo straordinario predatore e degli habitat che lo sostengono.

Fonti ufficiali: MarineBio, WWF.

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Luigi Salemi: