Censimento annuale degli orsi bruni nei Pirenei
Il censimento annuale degli orsi bruni nella catena montuosa dei Pirenei, che si estende tra Spagna, Francia e Andorra, ha rivelato che attualmente circa 130 orsi vivono nella regione. Questo rappresenta un’impressionante crescita annuale della popolazione, superiore all’11% negli ultimi 18 anni.
La sottopopolazione degli orsi bruni dei Pirenei (Ursus arctos arctos) ha mostrato un incremento costante da quando negli anni ’90 era prossima all’estinzione, con solo cinque esemplari rimasti sul territorio. A partire dal 1996, sono stati reimmessi 11 orsi provenienti dalla Slovenia per contribuire alla salvaguardia della popolazione locale. Un dato interessante è che, dei 11 orsi reimmessi, solo tre hanno avuto la maggior parte dei cuccioli; oggi, l’85-90% degli orsi bruni presenti nei Pirenei discende da due femmine e un maschio.
Rischi di consanguineità e inquinamento genetico
La preoccupazione principale è rappresentata dal rischio di consanguineità, che aumenta man mano che gli orsi raggiungono la loro terza o quarta generazione, con un numero limitato di esemplari non imparentati disponibili per la riproduzione. Secondo Alain Reynes, direttore di Pays de l’Ours – Adet, un’organizzazione francese per la conservazione degli orsi, “non possiamo più ignorare questa situazione. È urgente fermare la consanguineità per evitare danni irreversibili alla popolazione degli orsi bruni.” Reynes sottolinea che c’è ancora tempo per agire, ma che l’inazione non è più un’opzione.
Nel 2025, sono nati otto cuccioli, un numero in calo rispetto ai 24 cuccioli del 2024. Di questi, solo due risultano non imparentati. Gli altri cuccioli hanno un tasso di consanguineità compreso tra il 20 e il 28%, simile a quello dei cugini di primo grado. Pau Vázquez, portavoce dell’associazione catalana ADLO Pirineo, informa che “questo tasso di consanguineità indica alti livelli di consanguineità che potrebbero influire negativamente sul futuro della specie, riducendo il tasso di natalità e rendendo i cuccioli più vulnerabili a malattie.” Si tratta di un campanello d’allarme per la popolazione di orsi bruni nei Pirenei.
Per migliorare la salute genetica della sottopopolazione, l’associazione Pays de l’Ours ha proposto che il governo francese reintroduca 30 orsi nei Pirenei entro il 2040. Questo intervento potrebbe rappresentare una soluzione per affrontare i problemi di consanguineità e favorire il mantenimento della popolazione.
Nel corso di studi recenti, i ricercatori hanno stimato la popolazione del 2025 e analizzato il problema della consanguineità utilizzando dati genetici provenienti da 801 campioni di peli e feci raccolti nei Pirenei. Inoltre, è stata tracciata la posizione degli orsi: circa il 30% degli esemplari si è spostato oltre i confini nazionali, mentre il 41% è stato rilevato solo in Francia e il 29% esclusivamente in Spagna o Andorra.
Impatto sugli allevamenti locali
Un ulteriore aspetto che le autorità locali stanno monitorando attentamente riguarda gli attacchi degli orsi al bestiame e alle strutture di apicoltura. Nel 2025, sono stati registrati 321 attacchi agli animali da allevamento nei Pirenei, con un numero maggiore di incidenti verificatisi in Francia.
Secondo i dati forniti da ADLO Pirineo, in Spagna si sono registrati 48 attacchi, di cui 32 agli animali da allevamento e 16 alle arnie. I governi locali hanno risarcito gli agricoltori per le perdite subite, spendendo circa 12.500 euro (14.420 dollari) per gli animali feriti e le perdite di bestiame, e ulteriori 3.412 euro (3.940 dollari) per i danni arrecati all’apicoltura.
Questo scenario complesso dimostra l’importanza di trovare un equilibrio tra la conservazione della popolazione di orsi bruni e la tutela delle attività economiche locali. È fondamentale che le autorità competenti prendano misure adeguate per garantire una coesistenza pacifica tra orsi e abitanti della zona.
Fonti: Pays de l’Ours, ADLO Pirineo
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