Ponte sullo Stretto, atteso parere finale: dubbi tecnici e confronto con l’Ue
In una nota, l’associazione Invece del Ponte sostiene che i nodi aperti sarebbero tali da mettere in discussione la stessa definizione di “progetto definitivo”, evidenziando una serie di criticità tecniche che, a suo giudizio, meriterebbero approfondimenti prima di qualsiasi via libera.
Tra i punti sollevati figura la presenza di una faglia ritenuta “certa” e “attiva” sotto il pilone previsto sul versante calabrese. Secondo l’associazione, la documentazione progettuale e le cartografie ufficiali individuerebbero proprio in quell’area una faglia attiva e, richiamando le linee guida governative e le valutazioni di Ispra, non sarebbe possibile collocare una torre di circa 500 mila tonnellate in corrispondenza di una struttura geologica di questo tipo.
Un’altra contestazione riguarda l’altezza utile del ponte per il passaggio delle navi. Il progetto indica un franco navigabile di 65 metri, ma secondo Invece del Ponte questo valore sarebbe stato calcolato ipotizzando condizioni particolarmente favorevoli, come traffico stradale limitato, temperature esterne di 20 gradi, assenza di vento e mare calmo. Applicando invece condizioni ordinarie di esercizio, il margine disponibile si ridurrebbe di diversi metri.
Secondo l’associazione, ciò potrebbe comportare limitazioni al traffico ferroviario nel caso del transito di navi particolarmente alte, rendendo impossibile garantire l’operatività continua dell’infrastruttura, in contrasto con l’obiettivo dichiarato di assicurare il funzionamento del ponte 24 ore su 24 per tutto l’anno.
Infine, Invece del Ponte richiama l’attenzione sullo smorzamento strutturale, ossia la capacità dell’opera di dissipare le vibrazioni provocate da vento, traffico e terremoti. Il progetto adotterebbe un coefficiente dello 0,5%, mentre – sostiene l’associazione – le norme tecniche prevederebbero valori inferiori, pari allo 0,24% e, nel caso di strutture sospese mediante funi, fino allo 0,1%. Una differenza che, secondo il movimento, rappresenterebbe un ulteriore elemento di criticità da chiarire nell’ambito dell’iter di approvazione del progetto.
