Piantedosi a Palermo: “In arrivo 90 unità tra polizia e carabinieri, servono più denunce”

Piantedosi a Palermo: “In arrivo 90 unità tra polizia e carabinieri, servono più denunce”

Nel corso della riunione è emerso un dato che continua a preoccupare le istituzioni: il numero delle denunce per richieste di pizzo resta ancora molto basso rispetto alle evidenze investigative raccolte dagli inquirenti.

«Faccio un appello ai commercianti perché si rivolgano alle forze dell’ordine e denuncino le richieste di estorsione», ha affermato il ministro. «C’è un bassissimo numero di denunce rispetto alle evidenze giudiziarie già maturate e questo sicuramente non va bene».

Secondo Piantedosi, la collaborazione delle vittime è fondamentale non solo dal punto di vista civile e sociale, ma anche per rendere più efficace l’azione investigativa. «Le denunce consentono di ottimizzare le risorse che le forze di polizia devono mettere in campo e migliorano la capacità di risposta dello Stato», ha sottolineato.

Il ministro ha poi evidenziato come, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni nella lotta alla criminalità organizzata, vi siano ancora operatori economici che scelgono di cedere alle richieste estorsive anziché rivolgersi alle autorità. «Ci sono elementi che mostrano come qualcuno viva ancora la suggestione di assecondare in prima battuta le richieste estorsive. Voglio ricordare che qui a Palermo, come in tutta Italia, lo Stato rispetto a qualche decennio fa c’è».

Piantedosi ha infine ribadito la presenza di strumenti normativi e professionalità investigative adeguate per contrastare il fenomeno mafioso e garantire tutela a chi denuncia. «È lecito aspettarsi che non prevalgano le forme di paura e che si denunci. Non è solo un fatto etico, ma un elemento che può agevolare concretamente il lavoro degli inquirenti», ha concluso.

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